Aprire una attività: artigianale o commerciale, ecco tutte le informazioni




Aprire un'attività in proprio è un'esigenza sentita da molti, giovani e non solo. Infatti, aprire un'attività da poter gestire in proprio permette di evitare quelli che sono i problemi principali di un lavoratore comune a salario, ovvero il dover sottostare ad un responsabile.

Oltre a questo problema, aprire una attività in proprio risolve anche quello di avere un salario adeguato alle prestazioni, o di dover aspettare che la paga arrivi secondo quanto stabilito da altri. In più la soddisfazione di gestire un'attività in proprio è senza dubbio un dato di cui tenere conto al momento della scelta del proprio futuro.

Quali procedure effettuare

Per avviare un'attività commerciale sono necessari dei requisiti particolari.
Innanzitutto bisogna possedere i requisiti morali e nel caso di attività che operi nel settore alimentare, anche quelli professionali previsti dall' art. 5 D.lgs. 114/98. Al momento della decisione sul tipo di attività da intraprendere, va scelta la forma giuridica dell'azienda, ovvero se ditta individuale oppure società di persone o di capitali. A questo punto bisogna inviare al Comune dove ha sede l'azienda, la comunicazione di inizio attività, tramite modello COM1.

Bisogna poi aspettare un mese prima di partire con l'attività, ma questa data può variare a seconda delle normative regionali di cui bisogna tener conto. Questa procedura di comunicazione della sede va effettuata solo nel caso che il locale occupi uno spazio di 150 mq, per i comuni fino a 10mila abitanti, e 250 mq per gli altri comuni. Se invece il locale ha misure che escono da questi limiti, andrà inviato il modello COM 2. Oltre i 400 mq, occorre anche il certificato di prevenzione incendi.

Comunicazioni Camera di Commercio e Partita IVA

A questo punto è necessaria l'iscrizione al registro delle imprese presso la Camera di commercio, entro 30 giorni dall'apertura dell'attività, e l'apertura della Partita Iva e tutte le pratiche fiscali inerenti. Spesso ci si affida ad un professionista, come il Commercialista per le eventuali richieste e comunicazioni a: Camera di Commercio, Agenzia delle Entrate e Gestione Separata.

Aprire una attività artigianale

L'Italia è una nazione famosa in tutto il mondo per le numerose attività artigiane presenti sul territorio, che rappresentano una fonte di entrate e una garanzia per l'immagine produttiva del paese. Per questo motivo a chi è dotato di capacità tecniche, manuali, e spirito di impresa, è consigliabile aprire una attività di artigianato.

L'Italia è una nazione famosa in tutto il mondo per le numerose attività artigiane presenti sul territorio, che rappresentano una fonte di entrate e una garanzia per l'immagine produttiva del paese. Per questo motivo a chi è dotato di capacità tecniche, manuali, e spirito di impresa, è consigliabile aprire una attività di artigianato.

Norme e leggi delle attività artigianali

Innanzitutto, chi vuole aprire una attività artigianale è bene che individui con precisione se la propria tipologia di impresa sia effettivamente considerata una attività di questo tipo, verificando le leggi di settore, che per la precisione sono le L. 46/90, L. 122/92, L. 82/94, ecc. del Codice Civile.

Requisiti per aprire attività artigiane

Se volete iscrive la vostra attività alle imprese artigiane, avrete bisogno di determinati requisiti così come previsto dalla L. 443/85. In sostanza si tratta di aprire una attività artigiana e dunque devono prevalere lavori di tipo manuale, anche da parte del titolare dell'azienda e dei familiari di quest'ultimo. Altrimenti la vostra impresa dovrà essere iscritta al Registro Imprese. Sono previsti poi requisiti di tipo tecnico-professionale, come titolo di studio ed esperienze lavorative nel campo, oltre alle consuete capacità economico-finanziarie che testimonino il possesso di un conto bancario e di una posizione fiscale pulita.

Autorizzazioni

Alcune tipologie di attività artigianali non necessitano di autorizzazioni. Se invece avete intenzione di aprire una attività artigianale che preveda l'uso di laboratori e di attrezzatura tecnica particolare, dovrete chiedere autorizzazione presso l'Ufficio di Igiene e l'iscrizione alla C.C.I.A.A. Se la vostra attività artigianale rientra nella categoria di parrucchiere o estetica, sarà necessaria anche l'autorizzazione del comune di residenza.

La crisi economica ha messo a dura prova le attività e i piccoli negozi che in molti casi hanno dovuto chiudere i battenti per la difficoltà a portare avanti la propria azienda. Aprire un’attività in questo momento, magari avendo anche qualche idea interessante, potrebbe sembrare una scelta azzardata e un rischio troppo elevato; ecco perché il Governo ha cercato di dare una mano soprattutto all’imprenditoria giovanile attraverso dei finanziamenti a fondo perduto.

Aprire un’attività di estetista: guida a regolamenti e finanziamenti

Avviare un’attività di estetista, come qualsiasi altra attività, richiede competenza ed esperienza nel settore, l’attinenza a regolamenti per l’avvio di un’attività e dei fondi per sostenere le spese per il suo avviamento. Partiamo dal primo elemento: chi vuole avviare un’attività in proprio è opportuno che abbia acquisito qualche anno di esperienza nel settore lavorando come dipendente presso un’altra attività. Per acquisire esperienza nel settore diventa fondamentale la frequenza di corsi per estetista: queste scuole, spesso di durata triennale, consentono di svolgere le lezioni in orari serali e nel weekend, consentendo quindi di poter seguire le lezioni parallelamente allo svolgimento di un’attività lavorativa. Dato ulteriormente importante, le scuole di estetica rilasciano un attestato che vale come una qualifica per poter lavorare nell’ambito.

Requisiti della Camera di Commercio

Per quanto riguarda invece i regolamenti e i requisiti per poter iniziare legalmente un’attività di estetista, è necessario informarsi presso la Camera di Commercio della propria zona. Ad esempio, la Camera di Commercio di Milano a partire dal 2012 richiede di presentare telematicamente una segnalazione certificata di inizio attività attraverso uno sportello competente. Nel corso degli anni la procedura di avvio di attività di estetista si è notevolmente semplificata, infatti, oltre alla possibilità di segnalare telematicamente l’inizio dell’attività, non si deve più richiedere preventivamente alla Camera di Commercio il riconoscimento della apposita qualifica professionale. È chiaro comunque che sono necessari dei requisiti professionali per lo svolgimento dell’attività, come un attestato di qualificazione e un periodo di inserimento professionale in un’attività in ambito estetico.

Finanziamenti

Il possesso di un diploma di estetista conseguito ad esempio in una scuola per estetisti è un elemento necessario quindi non solo per svolgere in maniera professionale proprio lavoro, per poter avere i requisiti basilari per poter aprire un’attività in proprio, ma anche per poter accedere a dei finanziamenti.

La Legge 95/1995 dedicata all’imprenditoria i giovanile finanzia anche attività come centri benessere i piccoli centri estetici, tramite presentazione di un business plan. Un elemento tuttavia discriminante per l’erogazione dei fondi è il possesso da parte di tutti i richiedenti di un diploma di qualifica di estetista.

Il primo passo quindi per intraprendere un’attività di estetista, da dipendente o in proprio, è la frequenza di una scuola, che consenta di alternare parti teoriche e pratiche al fine di possedere tutti i requisiti professionali e burocratici per poter svolgere questa professione.

Idee per un’attività, quanto conviene?

E’ molto difficile e forse al limite dell’impossibile stilare una lista di possibili idee attraenti per aprire un’attività. Questo perché il momento economico odierno induce a una profonda riflessione e soprattutto l’attività appena nata è considerata un rischio in tempi in cui le persone cercano maggiori sicurezze per il proprio futuro.

Quindi parlare di un’idea vincente deve essere comunque valutata attraverso diversi parametri, come per esempio la zona di ubicazione dell’attività, il settore scelto e la relativa concorrenza in quella zona e più in generale le esigenze del mercato. Facendo due esempi, potrebbe essere molto remunerativo aprire un’agenzia immobiliare o un’agenzia di scommesse ma entrambe hanno dei contro da calcolare. Le coppie infatti hanno sempre più difficoltà ad acquistare un immobile ma in questo potrebbe inserirsi lo spirito di saper proporre soluzioni agevolate da parte dell’agenzia.

Per ciò che riguarda le agenzie di scommesse, gli italiani si sa che sono un popolo di giocatori universali, che si parli di Superenalotto, Totocalcio, Lotto o scommesse; ultimamente però anche le scommesse, soprattutto quelle sull’ippica, sono calate notevolmente per il minor potere d’acquisto delle famiglie. Un’idea che potrebbe riscuotere successo potrebbe essere, invece, la vendita di oggetti di elettronica, visti anche gli ultimi episodi che hanno visto centinaia di persone fare a gara per comprarsi un tablet, un Iphone o l’ultima innovazione tecnologica.

I finanziamenti a fondo perduto

Per incentivare i giovani a concretizzare le proprie idee per aprire una nuova attività, il Governo ha promosso una serie di finanziamenti, dei quali il 50% a tasso agevolato e il restante 50% a fondo perduto. La novità proposta dall’esecutivo cerca di far uscire dalla stagnazione l’economia italiana e invertire il trend che vede molti negozi chiudere, o per i canoni d’affitto troppo alti o per la mancanza di incassi adeguati.

La novità prevista dal decreto liberalizzazioni permette l’apertura di un ssrl (società semplificata a responsabilità limitata) al costo di un solo euro, con l’esclusione delle iniziali spese notarili.

Aprire un ristorante

Aprire un ristorante è certamente una iniziativa imprenditoriale adatta a chi ha sia il senso degli affari, sia la capacità di soddisfare il gusto dei clienti; inoltre aprire un ristorante è certamente il modo migliore per sfruttare le proprie doti manageriali e quelli di amante della buona cucina.

Requisiti di base

I requisiti iniziali per chi vuole aprire un ristorante sono innanzitutto la fiducia nelle proprie qualità e tante energie per compiere innumerevoli sacrifici iniziali. È necessario infatti iniziare con un piano di affari ben dettagliato, su quelli che sono gli obiettivi e su come gestire il locale, nonché sul tipo di clienti che si vogliono accogliere nella propria struttura.

In questo piano di affari vanno inclusi anche i modi di promozione dell'attività e lasciare ampio spazio ai progetti di aggiornamento e di programmazione futura. Inoltre è importante ma non necessario per aprire un ristorante avere fatto un po' di esperienza presso strutture di altri, così da conoscere in parte i costi legati a questa attività. L'investimento iniziale per una attività del genere non è un dato certo, ma con almeno 100mila euro si può già pensare a qualcosa di serio.

Consigli per chi vuole aprire un ristorante

Il criterio numero uno da tenere in considerazione quando si vuole aprire un ristorante è certamente la posizione: il tipo di strada su cui si lavora, il traffico, la presenza di altri negozi, di concorrenza e di uffici e attività commerciali, nonché, importantissimo, la possibilità di parcheggio. Importante sarà anche la scelta del menù di riferimento: aprire insomma un ristorante tradizionale, oppure qualcosa di esotico, o addirittura fare una commistione dei due generi di ristorazione, affidandosi a serate a tema.

Un'ultima ma non per questo meno importante considerazione è quella relativa alla scelta della manodopera: aprire un ristorante significa contare su uno staff di collaboratori validi sia dal punto di vista tecnico che umano.

Per aprire un ristorante bisogna chiedere l'autorizzazione sanitaria e comunale, dimostrando di possedere tutti i requisiti previsti dalla legge, art. 287/91, ovvero la maggiore età, gli obblighi scolastici, il possesso di diplomi presso scuole alberghiere o simili, e il superamento dell'esame presso la Camera di Commercio. Bisogna poi tenere conto di tutti i requisiti legati alle norme igieniche sanitarie, concesse dalle specifiche ASL.

Aprire un hotel

Per aprire un hotel possedere il caratteristico spirito da albergatore è fondamentale: bisogna amare il contatto con la clientela più di ogni altra cosa ed è necessario essere sempre pronti ad esaudire ogni loro bisogno. Lo spirito imprenditoriale, naturalmente, non deve mancare. Affidarsi a personale sorridente e disponibile è un altro aspetto rilevante, ma lo stesso deve essere anche preparato e professionale. Per questo è bene affidarsi a persone in possesso almeno di un diploma di tipo alberghiero o turistico. Possedere un titolo di studio in materia può essere sicuramente un fattore utile anche a chi intende aprire l’attività: prima di partire potreste pensare per esempio ad un recupero turistico.

Finanziamenti apertura hotel

Anche le attività turistico-ricettive (hotel, catene di hotel, imprese alberghiere) hanno numerose soluzioni di finanziamento a esse dedicate. I finanziamenti hotel sono contributi rivolti a tutte le imprese che intendono effettuare investimenti strutturali finalizzati alla crescita del proprio business, prevedendo anche piani di rimborso personalizzabili e la possibilità di beneficiare di formule agevolate. Beneficiari di queste agevolazioni sono: piccole e medie imprese commerciali di vendita al dettaglio, ivi comprese le rivendite di generi di monopolio, di vendita all'ingrosso, di somministrazione al pubblico di alimenti e bevande e le imprese del settore turistico, comprese le agenzie di viaggio. I finanziamenti hotel possono essere a medio/lungo termine, variando in base alle esigenze dell'impresa alberghiera. Il finanziamento viene erogato mediante leasing o mutuo. Si opta per una delle due precedenti soluzioni valutando in base: all'importo del finanziamento, alla durata del finanziamento; alla garanzia, solitamente di natura ipotecaria.

Soggetti e beneficiari

Sono coinvolti nei finanziamenti hotel:

  • Proprietario (hotel- impresa turistica)
  • Erogante (Banca - Società finanziaria - ente pubblico)
  • Costruttori Impresa di costruzione (in caso di costruzione o ristrutturazione)
  • Franchisor (in caso di affiliazione tramite franchising)

Spese coperte dal finanziamento

Le spese ammissibili sono relative all'acquisto di beni strumentali nuovi, strettamente pertinenti all'attività esercitata nell'unità locale in cui sono destinati, in particolare:

  • mobili e arredamento
  • biancheria
  • attrezzatura (stoviglie, posate, attrezzatura da cucina)
  • impianti generici (riscaldamento, condizionamento)
  • impianti specifici (igienici, cucina, frigorifero, ascensori, montacarichi, impianti telefonici, citofoni e simili)
  • macchine d'ufficio elettromeccaniche ed elettroniche (hardware e centralini telefonici)
  • impianti e mezzi di sollevamento, carico scarico, pesatura
  • macchinari, apparecchi e attrezzature varie (impianti di distribuzione automatica)
  • impianti di allarme, di ripresa fotografica, cinematografica e televisiva
  • impianti interni di comunicazione e tele-segnalazione
  • impianti per il trattamento ed il depuramento delle acque, dei fumi
  • mobili e macchine ordinarie d'ufficio
  • acquisti di programmi informatici e sistemi di pagamento con moneta elettronica (es. Apparecchi eft-pos)

Sono invece escluse le spese per l'acquisto, il leasing e il noleggio di autovetture, autoveicoli, motoveicoli, edifici e costruzioni di fabbricati di qualsiasi tipologia. Sono infine escluse le spese relative a scorte e a investimenti di auto fatturazione.








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