L'apertura della partita IVA è un passo obbligatorio per coloro che intendono lavorare a livello commerciale o imprenditoriale. Tutti quelli che decidono di aprire un'attività devono infatti fare richieste di attribuzione della partita iva presso l'Agenzia delle Entrate.

La partita iva è costituita da undici numero, dove i primi sette rappresentano un numero in progressione che serve ad identificare il futuro possessore della stessa, mentre gli altri tre numero sono quelli legati al codice dell'Uffici; l'ultimo numero è utile ad effettuare i controlli sulla partita iva stessa. Ai fini dell'attribuzione della partita Iva, sono necessari determinati dati relativi a colui che desidera richiedere la stessa ed è fondamentale compilare diversi moduli da consegnare a chi di dovere.

Fondamentale è anche un'idonea analisi dell'eventuale giro d'affari, nonché la contabilità generata; importantissimo è anche la conoscenza approfondita delle norme e delle leggi create dallo Stato per la gestione delle partita IVA stessa.

Cos’è una Partita IVA per i lavoratori individuali e per quelli autonomi

Prima di sapere come funziona l’attribuzione della partita IVA, dobbiamo prima venire a conoscenza di cosa sia una partita IVA. Iniziamo dal significato dell’acronimo “IVA”, il quale sta per Imposta sul Valore Aggiunto, ed è un’imposta che viene applicata sul valore aggiunto di ogni fase della produzione e dello scambio non solo dei beni, ma anche dei servizi.

In poche parole, per fare un esempio banale ma efficace, se acquistiamo un bene a 100€ e lo rivendiamo per un totale di 110€, l’IVA andrà pagata su quei 10€ di differenza, ossia il valore aggiunto.

Come funziona

Andiamo ora a vedere in maniera dettagliata come funziona l’IVA. Il funzionamento di questa imposta, prevede un obbligo sia per l’impresa che per il professionista che fornisce il bene o che comunque presta servizio nel territorio dello Stato. L’obbligo è quello di addebitare l’imposta al proprio cliente in una misura proporzionale al corrispettivo applicato.

Questo obbligo di addebito che vi abbiamo appena esposto, viene chiamato “obbligo di rivalsa” ed è più o meno lo stesso meccanismo che vale anche quando il soggetto passivo, acquista dei beni e servizi da altri soggetti passivi.

I modelli e i software di compilazione per ottenere l'attribuzione della partita iva

Per ottenere l'attribuzione della partita iva, non è necessario pagare alcun costo aggiuntivo ed è possibile effettuare tale richiesta attraverso modelli appositi dell'Agenzia delle Entrate regolarmente legittimati in data 12 novembre 2002.

I modelli utili per ricevere la partita iva e dichiarare l'avvio della nuova attività variano a seconda del tipo di impresa che ne fa richiesta. C'è infatti il Modello AA7/77, che devono compilare i soggetti che non siano persone fisiche, come le società o gli enti. Il Modello AA9/7 è invece quello che deve essere compilato dai lavoratori autonomi e dalle ditte individuali. Sul sito dell'Agenzia delle Entrate è possibile scaricare gratuitamente i modelli utili all'attribuzione della partita iva. Per aprire la partita Iva è inoltre necessaria l'iscrizione obbligatoria all'Inps e all'Inalis e il versamento del 23,5 % sui contributi al fine di ottenere agevolazioni pensionistiche e indennità varie.

Come versare l’IVA allo Stato. Occhio all variazione dei dati che riguardano le aliquote 

I contribuenti, ossia i titolari della partita IVA, sono obbligati a compiere la liquidazione periodica dell’IVA. Ciò significa che bisognerà determinare la posizione debitoria o creditoria relativamente ad un periodo di tempo determinato e prestabilito.

La liquidazione dell’IVA inoltre, può essere sia mensile che trimestrale. Essa viene effettuata nei registri IVA, che per legge bisogna obbligatoriamente tenere. Sempre per legge, la liquidazione IVA mensile, per coloro che ne usufruiranno, deve essere versata entro il 16 del mese successivo. Ad esempio l’IVA della liquidazione del mese di Settembre 2015, dovrà essere versata entro il 16 Ottobre 2015.

Quindi, le imprese e i lavoratori autonomi, ossia i soggetti passivi di imposta, dovranno ogni mese o ogni tre mesi, a seconda delle opzioni esercitate o del proprio volume d’affari, calcolare o liquidare l’ìmposta dovuta e provvedere al pagamento di essa.

La liquidazione, ossia il calcolo dell’imposta, viene effettuata sommando l’IVA incassata dai propri clienti in via di rivalsa e sottraendo da questo importo, l’IVA pagata ai propri fornitori.

La presentazione della domanda per imprese individuali e il duplicato del certificato: cerca un modello di comunicazione

I modelli vanno consegnati, in duplice copia, direttamente presso gli uffici dell'Agenzia delle Entrate che fornirà al richiedente il numero di partita iva a titolo gratuito. È possibile effettuare tale consegna anche attraverso terzi. 

Si possono, in alternativa alla consegna a mano, inviare attraverso una raccomandata con ricevuta di ritorno le due copie dei modelli necessari. In questo caso andrà allegata anche una copia di un documento di riconoscimento del richiedente in corso di validità.

attribuzione della Partita iva

L'Agenzia delle Entrate, ha inoltre attivato anche una modalità di invio telematico per richiedere la partita Iva. La validità delle domande è rappresentata dal giorno stesso di invio via internet. Il richiedente riceverà poi una comunicazione di ricevimento avvenuto direttamente da un delegato dell'Agenzia delle Entrate. Per l'invio telematico e il suo funzionamento, bisogna installare Java JRE 1.5.0 16, mentre per la stampa e la compilazione dei modelli è necessario avere Acrobat Reader.

Obblighi e agevolazioni. E in caso di cessazione attività?

I principali obblighi sono i seguenti: emissione della fattura; registrazione delle fatture ricevute ed emesse, con eventuale eliminazione di dati che prevedono particolari regimi di tassazione. Ogni anno andrà inoltre compilato il Modello Unico F24.

Lo Stato infine offre ai giovani che intendono aprire la Partita Iva numerose agevolazioni fiscali e di altra natura come l'opzione di apertura della stessa a Regime agevolato, attraverso la quale per i primi tre anni di attività del soggetto, non si dovrà pagare l'IRPEF.

Attribuzione della Partita IVA Intracomunitaria: ecco cos'è

Gli scambi commerciali di prodotti, beni primari e secondari e servizi, sono la linfa vitale del commercio stesso; è infatti proprio sugli scambi di natura commerciale che spesso gira buona parte dell'economia di un Paese.

Le operazione di questo tipo consentono infatti un notevole movimento di soldi e di denaro sia all'interno di una singola Nazione che tra più Stati: per questo motivo è entrato in vigore il concetto di IVA intracomunitaria. Sono infatti possibili scambi all'interno dell'area nazionale, definiti interni, ma possono anche verificarsi delle compravendite all'interno della Comunità Europea (intracomunitarie) o addirittura al di fuori di essa (extracomunitarie).

Apertura della posizione IVA

Per aprire una qualsivoglia attività, a maggior ragione se essa ha uno scopo prettamente commerciale, è fondamentale aprire la partita IVA; in questo caso è necessario conoscere anche i costi della stessa, in particolare della partita iva Intracomunitaria che viene adoperata proprio nei casi di scambi commerciali con i Paesi membri della comunità Europea.

Dove e come viene applicata

L'Iva intracomunitaria si applica dunque ai beni e servizi importati ed esportati tra i Paesi della Comunità Europea; dal 1993 sono state depennate alcune proibizioni doganali tra gli Stati membri della Comunità Europea, ma sono stati introdotti dei meccanismi di tassazione che prevedono il pagamento delle imposte relative agli scambi commerciali nel luogo al quale il prodotto è destinato. Questa regola è stata introdotta proprio al fine del pagamento dell'Iva Intracomunitaria.

Questa particolare partita iva prevede l'aggiunta all'interno della fattura emessa per un bene mobile comprato all'interno di uno Stato membro dell'Unione Europea dell'imposta sul valore aggiunto., successivamente dovrà poi essere registrata nei rispettivi registri di vendite e acquisti.

Il pagamento dell'Iva Intracomunitaria si effettua quando: il prodotto viene consegnato e viene registrato; è stata consegnata la fattura; è stato pagato effettivamente l'importo previsto per il bene; necessita inoltre del codice ISO in Italia la dicitura è ITA. Gli scambi commerciali tra i Paesi membri dell'Unione Europea e i meccanismi alla base sono regolati dal decreto legislativo del 30 agosto 1993 numero 33, convertito dalla Legge del 29 ottobre 1993 numero 427.

Le operazioni extracomunitarie

Fino ad ora abbiamo parlato dell’IVA in ambito intracomunitario; andiamo invece a vedere come funziona nell’ambito extracomunitario. Le operazioni extracomunitarie, riguardano le esportazioni o le importazioni di beni, tra uno stato membro dell’UE e uno stato non membro, ossia al di fuori, dell’UE, per fare un esempio, gli Stati Uniti d’America i quali non sono membri dell’UE.

L’esportazione indica il trasporto o la spedizione di beni fuori dal territorio dell’Unione Europea, a seguito del trasferimento del diritto di proprietà, o del diritto di godimento in cambio del pagamento di un corrispettivo. L’uscita dei beni dal territorio UE, se si tratta di un’esportazione temporanea, sarà esclusa da IVA, il motivo di ciò, è l’assenza del requisito oggettivo.

Le esportazioni, per legge sono non imponibili nel territorio dello Stato, quindi per esempio non scontano l’IVA italiana, ma rientrano nel volume d’affari, quindi sono soggette a ogni formalità prevista dalla legge in materia di fatturazione, registrazione, dichiarazione e danno diritto al rimborso dell’IVA o alla detrazione assolta sugli acquisti.

Attribuzione della Partita Iva: Esportazione indiretta

Ad esempio possiamo citare l’esportazione indiretta, caso in cui la consegna del bene viene fatta in Italia, ad un esportatore abituale senza che l’imposta sia assolta. In questo caso, per sfruttare questo fattore del mancato pagamento dell’imposta, bisogna far sì che l’acquirente sia un esportatore abituale e presenti al cedente una dichiarazione d’intento, nella quale richiederà l’esenzione di tale imposta.

L’IVA extracomunitaria 

L’IVA generalmente, viene accertata, riscossa e liquidata in dogana, per qualsiasi tipo di operazione di importazione. Quando è assolta da un soggetto passivo d'imposta è detraibile alle stesse condizioni previste dalla disciplina generale. La base imponibile, viene data dal valore dei beni importati, ai quali si andranno ad aggiungere i diritti doganali dovuti, e le spese di inoltro fino al luogo di destinazione all’interno del territorio appartenente all’Unione Europea.

Questo momento impositivo, si verificherà al momento in cui verrà presentata la dichiarazione di importazione in dogana. Termina qui il nostro approfondimento sull'Attribuzione della Partita Iva.

L'articolo è stato scritto dalla Redazione di ElaMedia Group

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Calcolo della Partita IVA: ecco una guida completa

La partita Iva è un codice numerico o alfanumerico che va ad identificare ogni contribuente a fini fiscali, per determinare il pagamento dell'imposta sul valore aggiunto. Il codice della partita Iva viene assegnato univocamente dalla Camera di Commercio Italiana (vedi qui per la partita iva all'estero) per quanto riguarda le aziende sul nostro territorio, ed è composto da 11 cifre.