Aprire un'attività non è sempre così facile; oltre al possedere ottime capacità gestionali e d'impresa, colui che decide di gestire un'attività in proprio, deve infatti avere a disposizione ingenti somme di denaro per poterla avviare al meglio. Soprattutto per un giovane che intende affacciarsi al mondo dell'imprenditoria giovanile, è spesso necessaria e fondamentale la richiesta di un prestito in banca o presso altri istituti di credito affini. I prestiti vengono inoltre richiesti nei casi dell'acquisto di un immobile.

Ci sono molte mansioni quotidiane da svolgere e molte operazioni di credito, di pagamento e di finanziamento che necessitano della presenza di una banca, preso la quale è spesso necessario recarsi per pagare o riscuotere determinate somme di denaro. In banca si va inoltre per firmare alcuni documenti importanti come i contratti di mutuo o per operare degli investimenti all'interno del mercato azionario nazionale ed internazionale. Quando ad esempio si desidera un finanziamento per aprire un'attività o richiedere un mutuo, il ruolo della banca è fondamentale. Sarà infatti la banca stessa a decidere se concedere il prestito o il mutuo richiesto.

In molti casi però il cliente non ha tempo a disposizione per recarsi in filiale; ecco perché sono tantissime le banche vanno sul web. È dunque possibile aprire un conto corrente, chiedere un finanziamento, calcolare la rata del mutuo, gestire la propria carta di credito, scegliere le opzioni di mutuo che più si adattano alle esigenze del singolo e attivare e controllare le maggiori operazioni di trading sul web, attraverso i servizi delle banche online stando comodamente a casa.

Banche on line a confronto: fatti consigliare da intermediari finanziari di fiducia

Se volete fare un confronto tra le numerose banche online operanti e disponibili sul mercato italiano, c'è la Fineco Bank appartenente al gruppo Unicredit Group, la Ing Direct, la Santander, la IWBank, la la Barclays, la WeBank, la WebSella, la Xelion, le offerte di Banco Posta.

Tutte questi istituti di credito offrono davvero molti servizi e consento anche di aprire, gestire ed eventualmente chiudere il proprio conto corrente online direttamente sul web. Grazie poi ai servizi di Banco Posta è inoltre possibile ottenere informazioni in merito ai bollettini postali e alle spedizioni varie. Banco Posta offre inoltre l'apertura del conto e l'attivazione presso tutte le filiali che fanno capo ad essa, nonché servizi di prestito, pagamento di bollettini e bonifici e vaglia postali.

Tra le aziende leader nel settore dei mutui online, ci sono i servizi del Mutuo Che Banca!, la filiale del gruppo Mediobanca in rete che propone diverse soluzioni d'investimento e di assicurazione.

Carte di credito e canone mensile

La Deutsche Bank si occupa infine dei servizi di db Interactive che consentono di svolgere su internet la gestione di assegni, accrediti al consumo, carte di credito, conti correnti e tutte le operazion i di trading online e e-banking.

Credito online e Borsa Italiana

Un azienda leader nel settore dei prestiti e delle forme di credito è sicuramente Prestiti Online. La società, che può considerarsi una vera e propria banca online, fa capo al Gruppo Mutui Online S.p.a,, società quotata al Segmento STAR della Borsa Italiana, e fa parte di CreditOnline Mediazione Creditizia S.p.A.

Attraverso questa società attiva ormai da più di dieci anni, sarà possibile comparare e scegliere la forma di prestito e credito più vantaggiosa, controllando tra oltre dieci istituti di credito convenzionati.

È possibile optare per forme di credito differenti e tra diverse tipologie di prestito quali: prestiti per il consolidamento dei debiti; prestiti per auto e moto; prestiti utili all'acquisto o alla ristrutturazione di un immobile; prestiti per la liquidità; prestiti con opzione del quinto dello stipendio e della pensione.

Immagine rappresentativa di una tastiera del pc

Prestiti personali

La valutazione delle forme di credito è molto sempre e offre modalità di prestito e di pagamento più vantaggiose rispetto alle condizioni canoniche. Nella sezione “prestiti personali” sarà possibile operare la scelta più giusta e adatta al cliente.

Per conoscere la forma di credito online e di prestito più adatta alle proprie esigenze è necessario compilare un modo in rete che richiede determinati dati quali: importo richiesto; durata e finalità del finanziamento; se si è in possesso di assicurazione; anno di nascita, impiego e domicilio del richiedente; il tipo di rimborso con RID o mediante bollettino postale.

I prestiti personali offerti hanno solitamente un TAN del 6,25 % e un TAEG da 6,61 %. Sono inoltre possibili opzioni di credito per un importo fino a 60.000 euro e per una durata di 120 mesi; i finanziamenti sono generalmente a tasso fisso. Ecco altri servizi a confronto per ottenere prestiti via web.

Prestitionline.it

Per fortuna, con l'arrivo delle nuove tecnologie e con una professionalità eccellente del'Assistenza Clienti, può vantarsi di offrire a chi ha bisogno di conoscere il preventivo per un prestito, una modalità nuova e più conveniente per sceglierlo e richiederlo: la ricerca on-line. In questo modo richiedere un prestito non sarà stato mai così rapido ed efficiente.

Prestitotuo.it

Un altro modo semplice, dinamico e immediato per ricercare il preventivo di un prestito on line, è quello offerto da Prestitotuo.it. Sia che si abbia bisogno di un prestito per un mutuo, un finanziamento, la cessione del quinto oppure Leasing e Factory, Prestitotuo.it è certamente il sito dove trovare in breve la risposta ai bisogni degli utenti.

Richiestaprestiti.com

Questo sito di richiesta prestiti e preventivi di prestito on line vi permetterà di risparmiare tempo e denaro, approfittando della comunicazione internet. Una volta richiesto un prestito, un operatore telefonico contatterà l'utente per spiegare in dettaglio tutto il processo per raggiungere la concessione del finanziamento.

Prestiti personali BNL, vediamo quali sono!

Molto spesso ci si ritrova di fronte alla richiesta di un prestito personale, magari per affrontare alcune spese urgenti, per acquistare un prodotto o un servizio oppure per riuscire a finanziare un progetto. Un prestito personale altro non è che un finanziamento rivolto a privati erogato o da una banca o da un istituto di credito: qui il richiedente riceverà la somma richiesta e si impegnerà, ovviamente, a restituirla con comodissime rate mensili entro un periodo di tempo stabilito.

I prestiti personali rientrano in todos in quella categoria di finanziamento chiamata “non finalizzati” ossia non proprio collegati all’acquisto di un prodotto o di un servizio; come per qualsiasi altra tipologia di finanziamento, anche questi prevedono interessi variabili o fissi a seconda della compagnia bancaria a cui si fa richiesta. Vediamo dunque quali sono in particolare i prestiti BNL.

Alcune tipologie e offerte di prestiti personali

Il Gruppo BNL - BNP Paribas, uno dei gruppi bancari italiani principali, offre differenti soluzioni di prestiti rivolti praticamente a tutte le tipologie di lavoratori; è possibile trovare prestiti dedicati sia ai dipendenti che ai pensionati, sia ai professionisti che alle imprese, così come è possibile usufruire delle sovvenzioni INPDAP, quindi riservato a coloro che lavorano o che risultano pensionati INPDAP e alle proprie famiglie, questo grazie alla stretta convenzione della banca con l’istituto.

Tra le altre proposte è possibile trovare il finanziamento “Revolution Più”, un prestito BNL davvero vantaggioso in quanto è possibile richiedere fino a 100.000 euro con un rimborso completamente personalizzato così come la possibilità di avere altro credito nel completo corso del finanziamento, così come la possibilità di poter saltare diverse rate.

Tra gli altri prestiti messi a disposizione dalla Banca Nazionale del Lavoro, troviamo finanziamenti destinati alla casa, quelli destinati all’installazione e all’acquisto di impianti di energia pulita, precisamente impianti fotovoltaici. Inoltre, grazie alla collaborazione di un importante associazione chiamata “Amici dei Bambini”, la BNL ha dedicato un finanziamento per tutti quelli che devono sostenere i costi burocratici per l’adozione di un bambino. Troviamo anche un prestito molto vantaggioso, il finanziamento personale BNL ordinario per differenti finalità, il finanziamento attualmente più richiesto.

Il prestito personale ordinario BNL

Questo particolare prestito personale ordinario è stato pensato dalla Banca Nazionale del Lavoro per diverse finalità: dall’acquisto di un prodotto o di un bene o di un servizio fino alla realizzazione di un progetto o magari per riuscire a pagare una urgente spesa. Il prestito si presenta completamente a tasso fisso, con rate d’importo costanti per tutta la durata del contratto; inoltre, sia l’erogazione che il rimborso è completamente personalizzato, basta avere idee chiare e concise prima della stipula del contratto.

Tra i prestiti personali BNL, quello Ordinario prevede la completa erogazione di una somma accordata da restituire in comodissime rate mensili; l’importo massimo del prestito arriva fino a 100.000 euro, mentre il tempo massimo previsto per restituire la somma compresa di interessi arriva fino ai 120 mesi.

Chi può chiederlo e come? Tasso fisso?

Quello ordinario della Banca Nazionale del Lavoro, può essere concesso a lavoratori dipendenti o a liberi professionisti e per richiederlo basterà recarsi almeno in una filiare BNL; qui il personale specializzato sarà pronto ad accogliere i clienti e a discutere riguardo ad un piano di prestito completamente personalizzato. BNL è dalla parte del cliente e mette a disposizione di quest’ultimo delle soluzioni mirate e su misura per ogni singola esigenza, considerando anche la situazione lavorativa del richiedente.

Quello che verrà chiesto al richiedente da parte della BNL, sono alcune garanzie in assistenza a questa tipologia di prestito personale, come ad esempio la fideiussione, il pegno o altre garanzie ritenute idonee dalla banca stessa. Una cosa non da poco è il tasso fisso che il finnziamenti ordinario prevede, ossia che l’interesse su ogni singola rata non è in alcun modo influenzata dall’andamento del mercato finanziario e che quindi non prevede nessun tipo di variazione per tutta la durata del finanziamento, neanche se ci dovessero essere dei ribassi sugli interessi.

La cura del cliente (non solo per la cessione del quinto della pensione per i pensionati o la cessione del quinto dello stipendio)

Attraverso questi prestiti BNL, il cliente, nel caso in cui abbia delle difficoltà, può tranquillamente chiedere una provvisoria sospensione del pagamento rateale, che può essere eseguito fino ad un massimo di 9 volte in tutta la durata del finanziamento stesso, pagando una piccola cifra di soli 30 euro!

In questo caso, ovviamente il prestito sarà allungato per quei mesi relativi al periodo di richiesta sospensione della rata. Inoltre, viene garantita una polizza di copertua di credito, che interverrà solo nel momento di perdita dell’impiego, infortunio o malattia.

Il calcolo dell'anatocismo bancario, usura legalizzata

Prestiti e fidi bancari possono nascondere brutte sorprese per chi si indebita e spesso quel che sembra essere un legittimo accordo con la banca si rivela un capestro ai confini con l’usura. Tutto questo ha un nome: anatocismo bancario ed indica nella prassi bancaria l’interesse composto, vale a dire il calcolo degli interessi sugli interessi, solitamente a scadenza trimestrale.

In parole più semplici: sul capitale prestato si applicano degli interessi che a cadenza prestabilita tra creditore e debitore si ricalcolano e si “capitalizzano”, vale a dire si sommano al capitale di partenza, incrementando così il debito. Gli interessi capitalizzati e sommati al capitale prestato contribuiscono a maturare altri interessi nei periodi successivi e così via, in una spirale senza fine e il debito sembra non estinguersi mai.

La pratica anatocistica - fino al 1999 - era considerata legale dall’ordinamento giuridico italiano e sebbene non vi sia una normativa specifica, si fa riferimento all’art. 1283 del Codice Civile che stabilisce che gli interessi scaduti possono creare degli interessi solo ed esclusivamente dal giorno in cui viene fatta domanda di giudiziale o posteriormente al loro termine e per un periodo inferiore ai sei mesi.

Il codice civile, implicitamente vieta il regime di capitalizzazione composta degli interessi – si tratta del pagamento degli interessi sugli interessi – e subordina quest'attività a determinati presupposti che per oltre mezzo secolo nella prassi bancaria sono stati ignorati e pertanto l’anatocismo è stato applicato in modo generalizzato in sede di contratti di apertura di conto corrente sulle clausole di capitalizzazione trimestrale degli impieghi.

A seguito delle direttive europee sulla trasparenza bancaria e della sentenza n.° 21095/2004 delle Sezioni Unite Civili della Corte di Cassazione, è stato sancito anche in Italia il principio che calcolare l’anatocismo sui conti correnti bancari è illegittimo.

Differenze con l'usura

Sia l’anatocismo che l’usura sono delle modalità per ottenere una remunerazione fuori mercato sui capitali prestati, ma la differenza tra le due pratiche è di ordine giuridico e “quantitativo”:

  • è un illecito civile e non prevede risvolti penali. L’usura, invece, è vietata dal codice penale;
  • applica interessi minori su una base più ampia pari al debito residuo e alle quote di interessi già pagate. L’usura si esercita con l’applicazione diretta di interessi spropositati.

Le sanzioni per chi li pratica 

Come si è detto entrambe le pratiche sono illegittime, ma chi pratica l’anatocismo subisce sanzioni inferiori che si limitano solitamente al rimborso delle somme ingiustamente estorte con i relativi interessi legali. Pur non essendovi una formula di calcolo ufficiale per il rimborso, la giurisprudenza si orienta applicando la capitalizzazione semplice (quella regolare che non prevede il calcolo degli interessi sugli interessi) e con il tasso di interesse più favorevole al correntista danneggiato.

Il riconoscimento del danno può essere di tipo esistenziale e biologico.Immagine rappresentativa di una forma di anatocismo bancario

In caso di usura, invece, le sanzioni sono più pesanti e in quanto reato comporta l’apertura di un’indagine penale, con la restituzione dell’intera somma e degli interessi.

Il sistema bancario non è immune dal reato di usura ed è prevista un’aggravante nel caso in cui il reato sia commesso da soggetti che esercitano attività bancarie. Sono, ormai, numerosi i casi di istituti di credito, banche e società finanziarie condannate dai tribunali per usura.

Calcolo per il recupero degli interessi

Per individuare l’ammontare dell’importo da recuperare è necessario svolgere un’analisi preventiva relativa al calcolo degli interessi anatocisti, degli interessi ultralegali e dell’eventuale superamento dei tassi di soglia. L’esito dell’analisi permetterà al correntista di fare le opportune considerazioni relative alla stima degli aspetti legali, delle spese, della convenienza tra costi e rimborsi, prima di intentare un’azione verso la Banca.

Bisogna tuttavia sapere che esistono dei termini di “prescrizione”:

  • se il conto corrente è ancora acceso, il diritto di rimborso coincide con la data di apertura del conto corrente, dalla prima operazione effettuata sul conto fino alla data odierna;
  • se il conto corrente è stato chiuso, ma non sono trascorsi dieci anni dalla chiusura, il correntista avrà diritto a valersi su tutto il periodo di tenuta del conto, dalla data di apertura a quella di chiusura;
  • se il conto corrente è stato chiuso da oltre dieci anni, il diritto al rimborso è caduto in prescrizione e non potrà essere richiesto nulla alla banca.

Per effettuare un’analisi è necessario rivolgersi a professionisti qualificati.

Stress Test cos’è e le prime ipotesi

Il 24 febbraio 2016 l’Eba, European Banking Authority, ha pubblicato le prime ipotesi macro riguardanti gli Stress Test 2016 e che coinvolgeranno alcune banche italiane tra cui: Unicredit, Intesa Sanpaolo, Mps, Banco Popolare e Ubi.

Lo stress test delle banche è un test fatto dalle autorità di vigilanza sull’intero capitale delle banche per  verificare che siano in grado di sopportare eventuali  sbalzi economici senza fallire, portandosi con sé parte dell’intero sistema del credito. Gli stress test per tale motivo e per la forma con cui vengono concepiti  prendono in considerazione due diversi scenari reali e futuri e soprattutto negativi per avere una verifica che se in caso di crisi economica la banca analizzata regga senza creare problemi.

I dati ufficiali saranno resi noti a novembre 2016

Le ipotesi principali a livello europeo vedono il pil UE a 1,8%/1,9% nel biennio 2016-2018 e nel caso peggiore al -1%/0%. Per quanto riguarda l’Italia gli analisti di Equita notano un miglioramento rispetto al 2014 (pil -0,9%/-1,6%). Infatti, le previsioni sul pil italiano sono 1,5%/1,7% e -0,4%/-1,1%. (per ulteriori dettagli visitate la sezione del sito http://www.inprestiti.com/prestiti-inpdap-inps/ )

Di seguito trovate le altre ipotesi macro riguardo gli Stress Test 2016:

  • -13%/-14% cumulato dei prezzi degli immobili residenziali/commerciali (-8%/-4% nel 2014);
  • haircut del 6,5% dei titoli governativi a 5 anni (nel 2014 era del 4% circa). Il 3,5% è legato al rischio sovrano Italia, ovvero il dato da considerare se si vuole calcolare l’impatto sul Cet1.

La recessione e il calo dei prezzi immobiliari mettono a rischio, ovviamente, le banche con minori coperture e che hanno un alto stock di esposizione deteriorate.

Infine, sempre secondo Equita, l’haircut costerà circa 4,5 miliardi di euro. Una minusvalenza potenziale che secondo gli analisti dovrebbe essere assorbita facilmente e senza grossi problemi dato che l’utile delle banche in questione prima degli accantonamenti è di 20 miliardi. 

La Grameen Bank

La Banca Etica o più semplicemente la Banca dei poveri nasce dall’intuizione del banchiere Muhammad Yunus, il quale per primo diede “credito” ai poveri del suo paese natale, l’India. Il concetto di base è semplice: per promuovere la crescita e lo sviluppo economico dei paesi poveri è sufficiente erogare piccoli prestiti a tassi agevolati e senza spese, in questo modo si incoraggia il richiedente ad attuare il proprio progetto sapendo di essere in grado di poter restituire il prestito anche in tempi relativamente brevi.

Le banche dei poveri sono dunque degli istituti di credito atipici che operano soprattutto nei paesi del terzo mondo e che hanno sviluppato sistemi di micro finanza e servizi finanziari caratterizzati dall’erogazione di importi molto bassi – a volte anche poche decine di euro – a soggetti classificati dal settore bancario tradizionale come “non solvibili”.

La Grameen Bank, ad esempio, nasce in Bangladesh nel 1976 e il suo fondatore è il premio Nobel Yunus. Non si deve ritenere che simili istituti partono già in perdita, perché è stato dimostrato che proprio i più “poveri” qualora viene data loro un’opportunità, sono i soggetti più solvibili e affidabili: si stima che il 99% dei prestiti concessi sono tutti rientrati.

Immagine rappresentativa di Muhammad Yunus fondatore della Grameen Bank la cosidetta banca dei poveri

Si parte dal presupposto che – a volte – basterebbero piccole cifre per avviare o migliorare un’attività autonoma o conquistare l’indipendenza economica e si eviterebbe – come di fatto è accaduto nei paesi che ne hanno fatto esperienza – il mercato nero e il rischio di usura.

Le caratteristiche di una banca dei poveri

Un istituto bancario etico o che tale vuole essere – stando all’esperienza dei paesi in via di sviluppo – non è quasi mai un ente burocratico con una sede fissa al quale il potenziale beneficiario si rivolge, bensì si compone di funzionari di banca che si spostano di villaggio in villaggio per individuare i potenziali clienti.

Poiché la popolazione di destinazione è in maggioranza analfabeta, non esistono documenti cartacei: i prestiti si concedono sulla fiducia e senza garanzia, slavo quella di concedere crediti preferibilmente a piccoli gruppi di richiedenti, moralmente impegnati ad aiutarsi vicendevolmente in caso di difficoltà.

Unico obbligo è la restituzione del prestito – poiché si tratta pur sempre di una banca. La restituzione è dilazionata in rate settimanali, in modo tale che il controllo della banca sia assiduo e tale da permettere interventi in tempo utile.

Per quanto lontana dalla logica della finanza dei paesi sviluppati, questi meccanismi hanno permesso realmente di migliorare le condizioni di vita dei beneficiari (8 milioni di poveri nel mondo), con un elevato tasso di restituzione e un rendimento di utili tale da poter pagare gli stipendi degli impiegati e allargare il giro dei prestiti. Un circolo virtuoso che si alimenta da sé.

Una delle più belle caratteristiche di questo istituto è che la maggior parte degli azionisti sono (o sono stati) clienti della banca stessa. Lo stesso dicasi per il consiglio di amministrazione. La maggior parte dei microcreditori, poi, è donna e questo dato è tremendamente importante se si pensa che la percentuale di analfabetismo in Bangladesh è la più alta al mondo, soprattutto per quello che riguarda il genere femminile.

Il microcredito è come tornare a respirare per molte di queste donne, che non hanno potuto fare altro che diventare madri troppo presto senza la possibilità di costruire nulla.

Alcune, con queste piccole somme – che vanno dai 10$ al centinaio, in medio – hanno acquistato animali, come le mucche, per poi diventare piccoli allevatori; altri hanno dato vita ad imprese tessili, permettendosi di risparmiare per concedere ai propri figli il lusso di andare a scuola.

Il modello può essere esportato nei paesi sviluppati?

Dal monte di pietà alla banca dei poveri. Il concetto di base è lo stesso: andare incontro ai bisogni di chi è in temporanea difficoltà economica. L’esperienza della banche dei poveri è, infatti, recentemente stata importata e con i dovuti correttivi anche nei paesi cosiddetti sviluppati. L’emergenza crescente dei “nuovi poveri” , cioè di coloro che non riescono più a far fronte alla quotidianità, ha portato anche in Italia alla nascita di organizzazioni, associazioni e ONG che con il supporto di un istituto di credito locale erogano prestiti da poche migliaia di euro.

Dal 2010, una “filiale” della Grameen Bank di Yunus è stata aperta anche in Italia con la collaborazione di Unicredit Banca e Università di Bologna. L’Italia – dopo gli Stati Uniti – è il secondo paese al mondo e primo paese in Europa ad aver aperto una filiale della Grameen Bank, la prima vera banca dei poveri al mondo.

Il modello, tuttavia, è molto lontano dagli standard europei, per i quali certamente non possono bastare poche centinaia di dollari. La banca povera ha poi subito una battuta d'arresto nello stesso Bangladesh nel 2011, quando è stato deposto il fondatore come amministratore generale. C'è chi sostiene che dietro questa mossa vi sia una manovra politica, tramite la quale il governo vorrebbe prendere possesso dell'istituto.

In ogni caso si tratta di una struttura complessa da maneggiare in economie più grandi come quelle occidentali, dove il giro di denaro è sicuramente maggiore e dove i rischi, quindi, sono proporzionati. Oggi il tasso medio delle banche si aggira appena sotto il 10%. Le rate di prestiti, mutui e finanziamenti pesano moltissimo nell'economia delle famiglie italiane. I prestiti a fondo perduto – ovvero che non devono essere restituiti – sembrano aiutare i più giovani e le donne imprenditrici, ma sono difficili da ottenere e il meccanismo è lento.

In definitiva sì, la Banca dei Poveri aiuterebbe moltissimo i cittadini in difficoltà, ma avrebbe bisogno di un aiuto massiccio dall'esterno, a causa dell'enorme flusso di denaro da gestire.

L'articolo è stato scritto dalla Redazione di ElaMedia Group

Altri articoli che potrebbero interessarti

Quali franchising aprire? Ecco qualche dato

Idee di franchising 2022 per aprire attività o negozi in franchising di successo: ecco una breve guida sul franchising e l’elenco dei settori più in voga.

Codice DUNS: ecco una guida completa che ti sarà utilissima

codice duns

Il Data Universal Numbering System (D-U-N-S®) nasce negli Stati Uniti nel 1963 e si tratta di un database ideato dalla Dun & Bradstreet, società privata, per l’identificazione univoca aziendale. Si compone di 9 cifre e può essere richiesto da qualsiasi azienda, organizzazione no-profit, impresa individuale, società di persone e persino agenzie governative. Attualmente vi sono 225 milioni di codici DUNS che identificano altrettante realtà aziendali, sedi e filiali.