Oggi ci occupiamo di rispondere alla domanda... come non pagare Equitalia?

Equitalia altro non è che una società italiana, che esercita un controllo pubblico totale con la riforma della riscossione. Questa società è impegnata nella riscossione dei tributi all’interno di tutto il territorio, eccetto per la Sicilia. A partire dall’anno 2017, il gruppo di Equitalia è stato sciolto e convertita in un’altra realtà. L’attività delle funzioni riguardanti la riscossione viene svolto oggi dall’Agenzia delle entrate-riscossione, un ente pubblico economico e funzionale dell’Agenzia delle entrate. Fino all’anno 1990 nella nostra nazione, la riscossione delle tasse era di competenza di numerosi soggetti che si muovevano in realtà molto piccole, con Equitalia sul piano provinciale, molte realtà si sarebbero dovute unificare. Quello che più veniva evidenziato dalla realtà di Equitalia, era il fatto che il tipo di riscossione che si esercitava era sia da ruolo che relativa ai versamenti unitari. Esemplari attività erano: la riscossione dell’ICI, la riscossione a mezzo ruolo, l’avviso esecutivo per i tributi erariali e l’avviso di debito per la riscossione dei contributi previdenziali INPS.
Nonostante il suo impegnato operato, ad Equitalia sono state mosse delle critiche non indifferenti: essa è stata oggetto di un momento in cui la pressione fiscale e la crisi economica sono state pressanti e forti in tutta la nazione italiana. Le principali contestazioni riguardavano i tassi di interesse eccessivamente alti, insieme all’aggio di riscossione per le tasse. L’attivazione di differenti procedure, come ad esempio il pignoramento di alcuni beni, sono state spesso messe in questione da parte degli uffici stampa, anche se successivamente sono state pensate diverse garanzie per i cittadini (queste garanzie si sono rivelate in seguito compromettenti per l’intero recupero dell’evasione fiscale).

L’ultimo decreto che ha cambiato le sorti di Equitalia, è stato quello del governo Renzi, il quale ebbe la volontà di attuare una riforma strutturata ed operativa riducendo concretamente l’operato dell’Agenzia delle entrate. Una proposta che però non venne mai più rinnovata e che segnò l’invecchiamento di questo organo amministrativo.

La premessa dovuta è che non esistono modi per non pagare una cartella esattoriale emessa da Equitalia almeno ché in violazione di un diritto del contribuente riconosciuto per legge; pertanto non è possibile definire a priori se una cartella esattoriale debba essere onorata o meno, tuttavia esistono casi giurisprudenziali e situazioni ricorrenti per cui si può stabilire l’invalidità della cartella esattoriale e quindi stabilire come evitare di pagare pretese non dovute avanzate da Equitalia.

Il tetto minimo e massimo per invalidare una cartella esattoriale

Dal 1° luglio 2012, gli agenti esattoriali non possono notificare cartelle di pagamento di importi inferiori a 30 € comprensivi di sanzioni e interessi di mora; ciò significa che – di fatto – nel tetto minimo di 30 € possono rientrare pochissime ipotesi come un debito di basso importo o una multa pagata con un giorno di ritardo; infatti se l’importo dovesse aumentare proprio a causa del mancato pagamento del contribuente, con l’applicazione degli interessi e delle sanzioni, la cartella diventa immediatamente legittima superando il limite di 30 €.

Così come c’è un tetto minimo, esiste un limite alla riscossione di un debito di entità spropositata sulla base del principio latino nemo ad impossibilia tenetur, ovvero nessuno può essere costretto a pagare un importo oggettivamente impossibile d assolvere soprattutto nei casi un cui si parla di pignoramenti nei confronti di:

  • Nullatenenti;
  • chi ha redditi talmente da bassi da non riuscire a pagare il debito neanche lavorando tutta la vita.

La liberazione dal sovrindebitamento può avvenire in tre modi:

  1. Accordo con i creditori: raggiungimento di un accordo con il 60 % dei creditori da ratificare in tribunale;
  2. Piano del consumatore: decurtazione del debito per sentenza del tribunale anche in assenza di un accorso con i creditori (solo nel caso di debiti non derivanti da attività imprenditoriali);
  3. Liquidazione del patrimonio: disposizione della vendita dei beni da parte del tribunale con la ripartizione del ricavato tra i creditori.

Per poter fare ricorso a queste soluzioni, occorre dimostrare che non ci si è indebitati per colpa propria e di non aver usufruito di una simile procedura nei precedenti cinque anni. Il debitore dovrà redigere un programma con la consulenza di un professionista e a presiedere sulla regolarità ci sarà un “organismo di composizione della crisi” che può essere un avvocato o un commercialista. 

Come non pagare Equitalia: gli eredi del debitore non pagano?

Se la cartella esattoriale è imputata a un soggetto defunto, gli eredi non devono pagare le sanzioni indicate nella cartella. Per fare ciò dovranno presentare istanza di sgravio. Il pagamento della cartella si può evitare qualora di è rinunciato all’eredità, in caso contrario, accettando l’eredità con beneficio di inventario, potranno ridurre la propria responsabilità ai soli beni ottenuti in successione; quindi, in caso l’erede decide di non pagare, Equitalia potrà pignorare solo i beni ereditati e non quelli del patrimonio personale. Un altro modo che gli eredi hanno per non pagare i debiti del defunto è la verifica della regolarità di notifica. Per essere valida, la notifica deve giungere entro il primo anno dopo il decesso nelle seguenti modalità:

  • Direttamente agli eredi se hanno fatto comunicazione di decesso all’Agenzia delle Entrate;

Se la notifica giunge dopo un anno dalla morte del debitore, la notifica dovrà essere effettuata personalmente e nominalmente ai singoli eredi ciascuno per la sua parte e giungere al rispettivo indirizzo di residenza di ciascuno.

Cartella invalidata in caso di debitore nullatenente

Per nulla tenente si intende chi non possiede redditi o beni intestati a sé o in comunione con altri soggetti. Nel caso di accertamento di nullatenenza, non si potrò procedere contro il debitore e il debito sarà inserito nei “non recuperabili” la cui riscossione decade di norma dopo pochi anni. 

Invalidamento della cartella in caso di conto corrente in rosso

Se il debitore possiede un conto corrente in rosso, ovvero, in perdita o su cui è aperto un fido o una procedura di “apertura di credito”, il pignoramento del conto corrente non può essere eseguito. Qualora l’ente esattoriale provvede ugualmente alla notifica, riceverà dalla banca una comunicazione di indisponibilità di denaro per cui il pignoramento si chiude con esito negativo.

La prescrizione può invalidare una cartella esattoriale

Come non pagare Equitalia

Una delle modalità più tradizionale per sperare di non pagare una cartella esattoriale è sperare nell’occorrenza dei tempi di prescrizione per gli importi richiesti, sempre se nel frattempo non arrivano atti interruttivi come per esempio un sollecito di pagamento, il preavviso di fermo o ipoteca, un pignoramento. Pur intervenendo la prescrizione, son sempre Equitalia cancella il debito, ma di norma occorre fare un ricorso in tribunale

Quali sono i termini di prescrizione? Come non pagare Equitalia?

A seconda del tributo di cui si è omesso il pagamento, variano i termini di prescrizione:

  • 10 anni: termine di prescrizione per il mancato pagamento delle imposte come IRPEF, IVA, imposta di registro, diritti di Camera di Commercio, IRAP, Imposta ipocatastale, canone RAI e simili;
  • 5 anni: per sanzioni amministrative
  • 3 anni: per mancato pagamento del bollo auto. I tre anni decorrono dal 1° gennaio dell’anno successivo a quello del previsto pagamento.

In tutti questi casi in cui la cartella è andata in prescrizione o non è stata correttamente notificata è possibile procedere alla contestazione della stessa anche senza l’aiuto di un avvocato e per via amministrativa.

L'articolo è stato scritto dalla Redazione di ElaMedia Group

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