Una delle cose più difficili da ottenere da una banca, o da un ente affine che si occupa di prestiti, è legata alla richiesta di un finanziamento per l’acquisto di beni o servizi. Eppure la richiesta di un prestito presso una banca o altro ente è una delle operazioni che viene eseguita più spesso perché, per l'acquisto di una casa o di un bene di diversa natura, non sempre si dispone della somma sufficiente per arrivare all'acquisto. L’ottenimento di questo servizio è per molti individui (soprattutto giovani) l’unica via d’uscita per potersi permettere l’acquisto di determinati beni.

Per i giovani, che non sempre possono contare su un monte risparmi così elevato, ottenere un finanziamento è utilissimo. Esistono poi delle categorie di persone, definite protestati (o cattivi pagatori, o debitori, o pignorati, ovvero coloro che hanno contratto dei debiti con lo Stato o con delle società) che hanno maggiore difficoltà ad ottenere un finanziamento. Ci sono anche i lavoratori autonomi che, a causa di ritardi o di mancati pagamenti legati a mutui o a prestiti vari, sono entrati nella lista nera dei cattivi pagatori.

Sono comunque possibili finanziamenti a protestati e ad altri soggetti che, per vari motivi, non potrebbero avere accesso a un prestito. Vediamo nello specifico.

Chi sono i protestati o cattivi pagatori?

I protestati o cattivi pagatori sono coloro che vengono inseriti nel registro dei protestati e spesso i propri beni vengono sottoposti alla confisca. Quando un protestato o un cattivo pagatore richiede un finanziamento, la banca controlla la situazione economica del richiedente attraverso il RIF (Centrale Rischi Finanziari) o il CTC (Consorzio Tutela del Credito). 

Un soggetto è dunque "protestato" nel momento in cui viene iscritto in un registro particolare, detto appunto dei protesti, a seguito del mancato pagamento di un debito. In questo modo, gli istituti di finanziamento e le banche possono controllare da tale registro se il soggetto che richiede un finanziamento o apre un conto è un cattivo pagatore. Il protestato è, per la precisione, un soggetto che non ha rimborsato un prestito nella sua totalità, è un debitore insolvente e per tale ragione è quasi impensabile che una nuova richiesta di finanziamento possa andare a buon fine.

Dunque, il soggetto protestato può avere diverse difficoltà nel reperire un nuovo prestito, ma basta rivolgersi con cognizione di causa presso enti finanziari deputati a offrire finanziamenti per ottenere quanto si cerca. Vediamo i vari casi di finanziamenti a protestati, a seconda delle caratteristiche del soggetto che vuole farne domanda.

Firme sui contratti di finanziamenti a protestati

Problemi del cattivo pagatore

Il cattivo pagatore, pur mantenendo la volontà di soddisfare il credito dovuto al finanziatore, è spesso costretto a sospendere i pagamenti oppure ad emettere assegni e cambiali in bianco. Rientra in questa categoria anche chi è stato soggetto di sentenze di fallimento e dunque si è visto revocare il libretto di assegni, il bancomat e la carta di credito.

Il protestato viene dunque perseguitato legalmente, tramite determinate azioni giudiziarie e legali che arrivano al sequestro e al pignoramento dei beni mobiliari ed immobiliari. Successivamente, come abbiamo detto, i cattivi pagatori vengono registrati in un apposito sistema di Informazioni creditizie da parte della Banca d'Italia.

Prestiti e cessione del quinto dello stipendio: ecco la soluzione

Nonostante tutto, i prestiti ai protestati e cattivi pagatori sono ancora possibili, in quanto esiste una categoria di prestiti identificati come "finanziamenti a favore di soggetti fisici che hanno almeno un ritardo nel pagamento di alcune rate di un prestito personale precedente". Quindi, per poter finanziare un cattivo pagatore si ricorre a diverse tipologie di finanziamenti:

  • cessione del quinto dello stipendio,
  • finanziamenti a protestati via prestito delega
  • prestito cambializzato

E' l'istituto finanziario a scegliere, in base ai requisiti del soggetto, quale tipo di prestito concedere al cattivo pagatore.

I prestiti cambializzati: attenzione all'ipoteca e al pignoramento

Fra le varie tipologie di finanziamenti disponibili presso i vari istituti di credito, potremmo trovarci di fronte ai cosiddetti prestiti cambializzati: ma di cosa si tratta precisamente? Sono una categoria di finanziamenti con particolari caratteristiche legate al modo in cui vengono pagate le rate. Infatti, quando si richiede un prestito di questo tipo è possibile rimborsare le rate attraverso il pagamento di cambiali con scadenza periodica definita.

In questo modo la banca, nel momento in cui non viene effettuato un pagamento tempestivo del debitore, può procedere alla richiesta del pignoramento dei beni, proprio a causa della caratteristica della cambiale di essere un titolo esecutivo.

Conviene accedere a prestiti cambializzati quando il soggetto è a rischio insolvenza, ad esempio perchè non è un lavoratore dipendente a tempo indeterminato, o comunque perchè non possiede garanzie solide al momento della richiesta. Prestiti di questo tipo sono utilizzati, ad esempio, nel caso di prestiti a protestati o finanziamenti a soggetti senza busta paga e di cui, dunque, si teme il mancato pagamento futuro.

Ma quali garanzie occorrono per accedere a questi prestiti? Non è certo facile richiedere prestiti cambializzati, dal momento che bisogna comunque dimostrare di possedere garanzie alternative da presentare alla banca. Un tipo di garanzia per richiedere prestiti cambializzati è il possesso di un immobile, o la presenza di un soggetto che faccia da garante. In definitiva, tale tipologia di finanziamenti appare abbastanza rischiosa e dunque poco utilizzata: il rischio di perdere i beni posti a garanzia del prestito qualora non venga effettuato il pagamento della cambiale ne scoraggia evidentemente l'utilizzo.

Altri requisiti: percepire un reddito

Per accedere a questi finanziamenti, oltre alla presenza di un garante, è necessario avere come requisito quello di percepire un reddito. In questo caso, l'importo delle rate non può superare il 30% del reddito mensile, al netto delle tasse, salvo eccezioni. Oltre alle banche, anche altri istituti finanziari possono effettuare questo tipo di prestiti, appoggiandosi ad un qualunque istituto bancario per quanto riguarda il discorso della stipula cambiaria.

Rimedi per lavoratore autonomo protestato 

Una delle categorie che hanno più difficoltà a richiedere prestiti e finanziamenti è senza dubbio quella dei lavoratori autonomi. Infatti, per gli enti di settore e le banche finanziare lavoratori autonomi significa prestare denaro a soggetti che per natura hanno garanzie minori rispetto a chi è un lavoratore a contratto. Un lavoratore autonomo, dunque, dovrà fornire agli enti di finanziamento una serie maggiore di documenti che comprovino la propria situazione finanziaria.

I protestati autonomi, per ottenere il prestito, devono prima esporre la loro condizione ad esperti nel settore: essi valuteranno la situazione economica del soggetto e decideranno se accordare finanziamenti o meno. Un ulteriore problema dei lavoratori autonomi è anche di finanziamenti minori rispetto ai dipendenti, perché essi non hanno un reddito fisso; In definitiva, elargire finanziamenti a protestati autonomi risulta più complicato, ma comunque possibile.

Spesso i finanziamenti ai cattivi pagatori autonomi vengono erogati solo in presenza di un richiedente che sia titolare di una pensione di anzianità, di vecchiaia o di reversibilità. È possibile ottenere finanziamenti anche se un familiare, entro il secondo o il terzo grado, sia in possesso di una pensione e che posta a garanzia.

Per l’ottenimento di un prestito è necessario inoltre passare l'esame del CRIF; se lo si supera il prestito verrà tranquillamente erogato.

Ovviamente, è bene ricordarlo, un protestato può provare a cancellare il suo protesto, facendone richiesta e saldando tutti i debiti che aveva contratto in precedenza.

Ottenere finanziamenti da dipendente, anche grazie al proprio datore di lavoro

Vediamo il caso in cui si tenta di ottenere un finanziamento, essendo sia protestati che lavoratori dipendenti.

  • Se si è dipendenti pubblici è necessario dimostrare di percepire lo stipendio o possedere una pensione di anzianità. 
  • Nei casi di dipendenti privati invece è previsto il termine di 6 mesi per un lavoro a tempo indeterminato. Si deve consegnare alla banca una copia dell'ultimo pagamento lavorativo effettuato dal datore di lavoro (busta paga). In alcune situazioni più critiche la richiesta necessita inoltre del modello CUD, un documenti che attesti il servizio lavorativo e il certificato di stipendio.

I finanziamenti di questo genere vengono erogati con periodi che variano tra i due e i tre giorni e i quindici e i venti dall'inoltro della richiesta.

Stretta di mani per accordo raggiunto su finanziamento a protestati

Come ottenere un prestito quando si è iscritti nel registro dei protestati?

Coloro che entrano nel registro e magari vengono sottoposti alla confisca di determinati beni hanno sempre molte difficoltà ad ottenere un prestito. Questo perché la situazione del cattivo pagatore che richiede un finanziamento viene controllata a fondo. In caso di anomalie, anche solo relative ad un pagamento non effettuato, la richiesta richiesta non viene accordata. Come detto, tuttavia, i finanziamenti ai protestati sono possibili in diverse modalità. Abbiamo trattato i prestiti cambializzati, ora vediamo di seguito altre soluzioni.

Finanziamento al protestato con garante

In determinati casi, l'ente finanziario può concedere un credito a protestati che presentino un garante in grado da avallare il prestito. Naturalmente la situazione economica del garante deve essere in condizione perfetta altrimenti è difficile che la banca conceda finanziamento ad cattivo pagatore. Il credito è erogato al protestato, ma sarà il garante a pagare le rate che rimangano insolute.

Delega e cessione del quinto dello stipendio

Sono possibili poi i finanziamenti a protestati tramite delega di pagamento oppure tramite cessione del quinto.

  • Nel primo caso, il prestito ai protestati verrà estinto tramite trattenute rateali delle quote di retribuzioni mensili dagli stipendi, se lavoratore dipendente o di amministrazioni. I versamenti vengono fatti direttamente dal datore di lavoro in quanto mandatario della delega di pagamento. Infatti, il datore di lavoro può pagare la rata, mettendone l’ammontare in addebito allo stipendio del protestato. In questo modo non ci sarà più bisogno di controllare la situazione economica di colui che chiede un prestito, perché la rata viene pagata comunque.
  • Parallelamente alla delega può verificarsi la cessione del quinto di stipendio, ovvero il rimborso del prestito ai protestati viene detratto per una somma pari al 20% dello stipendio mensile netto continuativo, per un massimo di 120 mesi e per un periodo non inferiore ai 2 anni.

L'articolo è stato scritto dalla Redazione di ElaMedia Group

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