Ma prima di parlare di finanziamenti, vediamo cosa si intende quando si parla di start up, una espressione davvero molto usata negli ultimi tempi.

Cosa è una start up (giovani donne e uomini uniti da un'idea)

Con questo termini si intende una nuova impresa che si basa su un business che può essere replicata anche in larga scala. Inizialmente le start up erano quelle nate nell'ambito di internet (e commerce) o più in generale delle tecnologie dell'informazione, successivamente invece, il modello si è diffuso in tutti gli ambiti.

Costituire un'attività innovativa

Le startup innovative per poter ottenere i vantaggi sopraelencati per 5 anni dal momento della loro costituzione, devono iscriversi come imprese alla sezione speciale del Registro a loro dedicata. 

Tramite un modello standard con firma digitale, la Startup deve redigere l’atto costituito, senza pagamento degli oneri per avviare l'impresa e del diritto annuale alle Camere di Commercio. Assumere delle persone stipulando un contratto a tempo determinato, con una durata variabile di minimo 6 mesi ed al massimo 36.

Nel quale periodo, i contratti potranno essere anche di breve durata e rinnovati più volte. Dopo 36 mesi, potrà essere rinnovato per una volta sola, per un massimo di altri 12 mesi. Finito tale periodo, potrà continuare a lavorare soltanto con contratto a tempo indeterminato.

Incentivi fiscali per investimenti da parte di persone fisiche 19% di detrazione IRPEF e giuridiche 20% di deduzione dall'imponibile IRES per gli anni 2013, 2014 e 2015 e 2016. Per investimenti diretti e indiretti da parte di altre società, il beneficio fiscale potrà arrivare al 25% e al 27% se riguardano le startup del settore sociale ed energetico.

Per diventare imprenditori, e costituire la società, hanno accesso semplificato, gratuito e diretto al Fondo Centrale di Garanzia, per la concessione di garanzie sui prestiti bancari. La garanzia copre fino allo 80% del credito erogato, fino a un massimo di 2,5 milioni di euro. Le società che hanno questi requisiti, possono diventare startup innovative, basta presentare al Registro la domanda allegando una dichiarazione attestante il possesso dei requisiti.

Nuove agevolazioni fiscali nella legge di Bilancio 2017: ecco un breve elenco (anche per il settore dell'agricoltura e/o per gli artigiani)

Il Decreto Legge 18 ottobre 2012, chiamato "Decreto Crescita 2.0", favorisce la crescita di nuove imprese innovative. Una società per essere definita start up bisogna che abbia dei particolari requisiti.

  • Deve avere la residenza in Italia o in uno stato membro dell’UE, oppure in uno Stato che aderisce all'Accordo sullo spazio economico europeo ma con sede o filiale in Italia.
  • Società costituita e operante da non più di 5 anni.
  • Dal 2° anno di attività, il valore annuo di produzione, non deve superare 5 milioni di €.
  • La società non deve distribuire utili.
  • L’oggetto sociale prevalente o esclusivo deve essere: sviluppo, produzione, commercializzazione di servizi o prodotti tecnologici.
  • La società non deve essersi formata tramite una fusione o una scissione, o da una cessione di azienda o di un ramo della stessa.
  • Debba aver sostenuto delle spese sulla ricerca e sullo sviluppo per un ammontare pari o superiore al 15% dei costi produttivi dell’ultimo bilancio.
  • Tra i dipendenti deve figurare almeno un terzo da dottori di ricerca o ricercatori o per due terzi da soci o collaboratori con laurea magistrale.
  • Deve essere titolare, depositaria o licenziataria di un brevetto registrato.

Per costituire un'impresa innovativa non si devono sostenere costi per creare la nuova impresa. Molto semplice tutto il procedimento in quanto il tutto si può fare on line tramite una piattaforma dedicata da dove tramite la firma digitale si può sottoscrivere l’atto costitutivo in formato XML. 

immagine rappresentativa di un'idea di start up innovativa

Il Governo con la legge di stabilità, per le aziende operanti nei settori tecnologici, ha studiato misure semplificative per l’atto costitutivo e incentivi fiscali per chi investe. Sono previsti crediti d’imposta e agevolazioni alle società innovative che assumono personale.

Le attività innovative devono essere iscritte nella sezione speciale del Registro delle imprese, solo cosi possono usufruire del regime agevolato per 5 anni. Sono state abolite le imposte di bollo e i diritti di segreteria sull’atto costitutivo delle start up innovative e non si deve pagare il diritto annuale alle Camere di Commercio.

Con le nuove disposizioni l’atto costitutivo si può fare con firma digitale o con firma elettronica avanzata autenticata. Le aziende, come è scritto nella legge di Bilancio 2017, usufruiscono di agevolazione se destinano fondi all’investimento rivolto a start up innovative.

Si concedono permessi di soggiorno agevolati a coloro che decidono di avviare un’azienda innovatrice in Italia, i cittadini stranieri con permesso di soggiorno o permessi per studio, tirocinio o formazione, che decidono di avviare una start up innovativa in Italia, possono procedere alla conversione del permesso di soggiorno in uno per lavoro autonomo senza il bisogno di andare al paese d’origine per il visto.

Detrazioni e benefici per chi investe: ecco una definizione che ti soddisferà (non solo rivolte alle imprese a vocazione sociale). Tieni sempre d'occhio anche la comunità europea

Precedentemente alla legge di Bilancio 2017, le detrazioni per le persone fisiche che investivano in imprese innovative erano della misura del 19% della somma investita che poteva arrivare fino a 500.000 €. Ora la detrazione è arrivata al 30% della somma investita fino a un massimo di 1.000.000 di €.

Per le persone giuridiche invece, le detrazioni sono pari al 30% dell’imponibile Ires fino a un massimo di 1.800.000 €. Stesse detrazioni per chi investe in società innovative a vocazione sociale o appartenenti al settore energetico.

Scopo della legge di stabilità è fare dell’Italia uno Stato che rivolge interesse alle aziende innovative, di qualsiasi settore: del settore digitale, elettronico, dell’industria, artigianali, sociali, commerciali o agricole, economiche. Cercare di risolvere i problemi dovuti alla scarsa crescita economica e occupazionale, specialmente quella giovanile.

L’innovazione è una sfida che si vuole vincere, le altre economie corrono e investono in nuove strategie lavorative, di sviluppo sociale ed economico. Si è verificato un discreto successo, i dati del Registro delle imprese dicono che si è arrivati a 6.745 iscrizioni delle attività innovative a quattro anni dalla nascita.

Esempi di chi ce l’ha fatta: ecco chi può permettersi diverse assunzioni 

Si sente spesso parlare di crisi giovanile, della loro difficoltà per di farsi strada nel mondo del lavoro e dell’impossibilità di realizzarsi diventando imprenditori. Ma è davvero impossibile? Qualcuno ce l’ha fatta a passare dall’idea alla realtà, dal progetto alla realizzazione pratica? Siamo positivi, qualcuno ce l’ha fatta, anzi qualcuno ce la fa tutti i giorni. Magari non si tratta della start up stratosferica che in sei mesi passa da un valore pari a zero a una cifra con cinque o magari sei zeri. Ma può essere comunque un’impresa che funziona.

Cosa occorre? Esaminando la case history di un’azienda nata recentemente, Decor Design di Viterbo, occorre innanzitutto una cosa che sembrerà pure ovvia, ma in un momento in cui tutti vedono nero non lo è poi così tanto: crederci. 

Crederci però non significa essere sognatori, ma conoscere bene il nostro obiettivo, capire se e come esso sia realizzabile ed essere remunerativo ed impegnarsi davvero per realizzarlo. E’ ovvio che non tutte le idee, per quanto innovative, possano trasformarsi in business, quindi dovremmo fare dei passi pratici. Ne analizzeremo due, molto interessanti. Il primo, indispensabile è quello di condividere la nostra idea per capire se potrebbe avere successo: il feedback è oggi uno strumento davvero  indispensabile per capire se una passione o un’idea possano trasformarsi in qualcosa di più senza troppe paure che possa venir copiata. Più persone ci daranno la loro opinione sul nostro progetto, più idee avremo per realizzarlo in modo che piaccia al maggior numero di persone.

Il secondo passo è trasformare l’idea in un prodotto che davvero piace. Realizziamo dei prototipi, com’è stato il caso dell’azienda che stiamo analizzando e sottoponiamolo al giudizio della gente senza paura di ricevere feedback negativi: le critiche aiutano le persone intelligenti a crescere. In questo caso pratico si è trattato di trovare i materiali naturali migliori per ottenere, mediante una stampante 3D, dei prodotti di design belli e durevoli che davvero le persone volessero ospitare a casa propria. Da quel momento in poi si può davvero passare alla parte più pratica del business plan, la ricerca dei finanziamenti, e tutto il necessario per trasformare un’idea in business.

Autore: Enrico Mainero
Immagine di Enrico Mainero

Dal 2011 Direttore Responsabile e Amministratore unico di ElaMedia Group SRLS. Mi dedico prevalentemente all'analisi dei siti web e alla loro ottimizzazione SEO, con particolare attenzione allo studio della semantica e al loro posizionamento organico sui motori di ricerca. Sono il principale curatore dei contenuti di questo Blog (assieme alla Redazione di ElaMedia).

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