In questo periodo di crisi, in molti scelgono di avviare un proprio business, invece di trovare impiego magari puntando su una idea innovativa che gira nella propria testa da anni. Ma prima di parlare di finanziamenti, vediamo cosa si intende quando si parla di start up, una espressione davvero molto usata negli ultimi tempi.

Cosa è una start up (giovani donne e uomini uniti da un'idea)

Con questo termini si intende una nuova impresa che si basa su un business che può essere replicata anche in larga scala. Inizialmente le start up erano quelle nate nell'ambito di internet (e commerce) o più in generale delle tecnologie dell'informazione, successivamente invece, il modello si è diffuso in tutti gli ambiti.

I primi passi (in questa fase si consiglia di controllare costantemente bandi e concorsi di finanziamento vari)

Ciò che serve all'inizio però, anche per il mero affitto dell'ufficio da dove gestire il tutto, è un finanziamento. Ecco su quale dovete puntare:

  • ordinari
  • agevolati
  • Capitale proprio
  • Capitale di rischio

I finanziamenti ordinari sono chiaramente quelle forme di prestito che arrivano da istituti tradizionali quali le banche o istituti di credito. Questa forma di sostentamento è la più utilizzata anche perché sopratutto nelle prime fasi, la vostra azienda avrà bisogno di fondi non solo per le spese di avvio ma anche per la gestione, i profitti arriveranno in un secondo momento.
Naturalmente per accedere a questo credito si dovranno fornire garanzie appropriate: parliamo di pegni o ipoteche e/o di qualcuno che vi faccia da garante. E poi ci sono gli interessi. Se gli ostacoli non sono un problema, avrete da scegliere tra varie opzioni: sconti di effetti, factoring, oppure leasing, mutui...

Ci sono anche altri modi di ottenere un finanziamento, rivolgendosi a strutture pubbliche. I contributi a fondo perduto, ad esempio, vengono elargiti sia se vi sono beni immateriali da mettere in gioco, parliamo di brevetti, attività di consulenza, siti internet etc, che beni materiali, quindi locali, ma anche macchinari. Naturalmente il lato positivo di questo fondi è che, nel caso in cui il progetto dovesse fallire, non dovrebbero essere restituiti. E' quindi una scelta da tenere particolarmente in considerazione. Ma non l'unica: vi sono anche i finanziamenti agevolati, che abbattono una percentuale consistente degli interessi, che non si cumulano col tempo. Infine vi sono gli interventi in conto garanzia, cioè lo stato vi farà da garante per l'80% del prestito ottenuto da una banca, una agevolazione non da poco.

Cosa sia il capitale proprio è presto detto: sono quella riserva economica personale. Va detto che è necessario impiegare una parte di quel denaro, anche se utilizzerete uno dei tipi di finanziamento sopra indicati. Se non siete voi i primi a credere nella vostra idea, difficilmente troverete qualcuno disposto a farlo. Sicuramente in pochi riescono a approntare tutta la cifra che serva per l'avvio di una start up, ma potrete integrare il capitale mancante con quanto detto sopra.

Il capitale di rischio invece è un capitale fornito da una società esterna, una venture capital ad esempio, che partecipa alle spese dell'azienda a cambio di partecipazione e percentuale sugli utili. In Italia questa forma di co-partecipazione non è molto sfruttata, ma se trovate la società propensa a sostenervi può essere una valida alternativa ad un finanziamento.

Le agevolazioni (valide anche per le cooperative sociali che ne facciano richiesta)

Immagine rappresentativa della firma di un finanziamento

Infine bisogna menzionare una buona opportunità di incentivo, ossia le agevolazioni. Ossia spesso se si assume personale di un certo tipo per età, sesso, o appartenente alle categorie protette, si posso ricevere molte agevolazioni fiscali. Queste agevolazioni sono molto varie perché erogate da molti organismi: a livello europeo, nazionale, regionale, provinciale.. Va da sé che per partecipare a questo tipo di incentivi, l'azienda deve avere dei requisiti precisi, è bene dunque ragionare su questo tipo di facilitazione in un secondo momento rispetto all'avvio della vostra start up.

Costituire un'attività innovativa

Le startup innovative per poter ottenere i vantaggi sopraelencati per 5 anni dal momento della loro costituzione, devono iscriversi come imprese alla sezione speciale del Registro a loro dedicata. 

Tramite un modello standard con firma digitale, la Startup deve redigere l’atto costituito, senza pagamento degli oneri per avviare l'impresa e del diritto annuale alle Camere di Commercio. Assumere delle persone stipulando un contratto a tempo determinato, con una durata variabile di minimo 6 mesi ed al massimo 36.

Nel quale periodo, i contratti potranno essere anche di breve durata e rinnovati più volte. Dopo 36 mesi, potrà essere rinnovato per una volta sola, per un massimo di altri 12 mesi. Finito tale periodo, potrà continuare a lavorare soltanto con contratto a tempo indeterminato.

Altre agevolazioni per gli imprenditori sono i cosiddetti piani di incentivazione in equity: ossia la possibilità di remunerazione per i collaboratori con stock option, e per i fornitori di servizi esterni attraverso schemi di work for equity, per i quali si applica l'irrilevanza fiscale e contributiva delle remunerazioni.

Incentivi fiscali per investimenti da parte di persone fisiche 19% di detrazione IRPEF e giuridiche 20% di deduzione dall'imponibile IRES per gli anni 2013, 2014 e 2015 e 2016. Per investimenti diretti e indiretti da parte di altre società, il beneficio fiscale potrà arrivare al 25% e al 27% se riguardano le startup del settore sociale ed energetico.

Per diventare imprenditori, e costituire la società, hanno accesso semplificato, gratuito e diretto al Fondo Centrale di Garanzia, per la concessione di garanzie sui prestiti bancari. La garanzia copre fino allo 80% del credito erogato, fino a un massimo di 2,5 milioni di euro. Le società che hanno questi requisiti, possono diventare startup innovative, basta presentare al Registro la domanda allegando una dichiarazione attestante il possesso dei requisiti.

Nuove agevolazioni fiscali nella legge di Bilancio 2017: ecco un breve elenco (anche per il settore dell'agricoltura e/o per gli artigiani)

Il Decreto Legge 18 ottobre 2012, chiamato "Decreto Crescita 2.0", favorisce la crescita di nuove imprese innovative. Una società per essere definita start up bisogna che abbia dei particolari requisiti.

  • Deve avere la residenza in Italia o in uno stato membro dell’UE, oppure in uno Stato che aderisce all'Accordo sullo spazio economico europeo ma con sede o filiale in Italia.
  • Società costituita e operante da non più di 5 anni.
  • Dal 2° anno di attività, il valore annuo di produzione, non deve superare 5 milioni di €.
  • La società non deve distribuire utili.
  • L’oggetto sociale prevalente o esclusivo deve essere: sviluppo, produzione, commercializzazione di servizi o prodotti tecnologici.
  • La società non deve essersi formata tramite una fusione o una scissione, o da una cessione di azienda o di un ramo della stessa.
  • Debba aver sostenuto delle spese sulla ricerca e sullo sviluppo per un ammontare pari o superiore al 15% dei costi produttivi dell’ultimo bilancio.
  • Tra i dipendenti deve figurare almeno un terzo da dottori di ricerca o ricercatori o per due terzi da soci o collaboratori con laurea magistrale.
  • Deve essere titolare, depositaria o licenziataria di un brevetto registrato.

Per costituire un'impresa innovativa non si devono sostenere costi per creare la nuova impresa. Molto semplice tutto il procedimento in quanto il tutto si può fare on line tramite una piattaforma dedicata da dove tramite la firma digitale si può sottoscrivere l’atto costitutivo in formato XML. 

immagine rappresentativa di un'idea di start up innovativa

Il Governo con la legge di stabilità, per le aziende operanti nei settori tecnologici, ha studiato misure semplificative per l’atto costitutivo e incentivi fiscali per chi investe. Sono previsti crediti d’imposta e agevolazioni alle società innovative che assumono personale.

Le attività innovative devono essere iscritte nella sezione speciale del Registro delle imprese, solo cosi possono usufruire del regime agevolato per 5 anni. Sono state abolite le imposte di bollo e i diritti di segreteria sull’atto costitutivo delle start up innovative e non si deve pagare il diritto annuale alle Camere di Commercio.

Con le nuove disposizioni l’atto costitutivo si può fare con firma digitale o con firma elettronica avanzata autenticata. Le aziende, come è scritto nella legge di Bilancio 2017, usufruiscono di agevolazione se destinano fondi all’investimento rivolto a start up innovative.

Si concedono permessi di soggiorno agevolati a coloro che decidono di avviare un’azienda innovatrice in Italia, i cittadini stranieri con permesso di soggiorno o permessi per studio, tirocinio o formazione, che decidono di avviare una start up innovativa in Italia, possono procedere alla conversione del permesso di soggiorno in uno per lavoro autonomo senza il bisogno di andare al paese d’origine per il visto.

Detrazioni e benefici per chi investe: ecco una definizione che ti soddisferà (non solo rivolte alle imprese a vocazione sociale). Tieni sempre d'occhio anche la comunità europea

Precedentemente alla legge di Bilancio 2017, le detrazioni per le persone fisiche che investivano in imprese innovative erano della misura del 19% della somma investita che poteva arrivare fino a 500.000 €. Ora la detrazione è arrivata al 30% della somma investita fino a un massimo di 1.000.000 di €.

Per le persone giuridiche invece, le detrazioni sono pari al 30% dell’imponibile Ires fino a un massimo di 1.800.000 €. Stesse detrazioni per chi investe in società innovative a vocazione sociale o appartenenti al settore energetico.

Scopo della legge di stabilità è fare dell’Italia uno Stato che rivolge interesse alle aziende innovative, di qualsiasi settore: del settore digitale, elettronico, dell’industria, artigianali, sociali, commerciali o agricole, economiche. Cercare di risolvere i problemi dovuti alla scarsa crescita economica e occupazionale, specialmente quella giovanile.

L’innovazione è una sfida che si vuole vincere, le altre economie corrono e investono in nuove strategie lavorative, di sviluppo sociale ed economico. Si è verificato un discreto successo, i dati del Registro delle imprese dicono che si è arrivati a 6.745 iscrizioni delle attività innovative a quattro anni dalla nascita.

Esempi di chi ce l’ha fatta: ecco chi può permettersi diverse assunzioni 

Si sente spesso parlare di crisi giovanile, della loro difficoltà per di farsi strada nel mondo del lavoro e dell’impossibilità di realizzarsi diventando imprenditori. Ma è davvero impossibile? Qualcuno ce l’ha fatta a passare dall’idea alla realtà, dal progetto alla realizzazione pratica? Siamo positivi, qualcuno ce l’ha fatta, anzi qualcuno ce la fa tutti i giorni. Magari non si tratta della start up stratosferica che in sei mesi passa da un valore pari a zero a una cifra con cinque o magari sei zeri. Ma può essere comunque un’impresa che funziona.

Cosa occorre? Esaminando la case history di un’azienda nata recentemente, Decor Design di Viterbo, occorre innanzitutto una cosa che sembrerà pure ovvia, ma in un momento in cui tutti vedono nero non lo è poi così tanto: crederci. 

Crederci però non significa essere sognatori, ma conoscere bene il nostro obiettivo, capire se e come esso sia realizzabile ed essere remunerativo ed impegnarsi davvero per realizzarlo. E’ ovvio che non tutte le idee, per quanto innovative, possano trasformarsi in business, quindi dovremmo fare dei passi pratici. Ne analizzeremo due, molto interessanti. Il primo, indispensabile è quello di condividere la nostra idea per capire se potrebbe avere successo: il feedback è oggi uno strumento davvero  indispensabile per capire se una passione o un’idea possano trasformarsi in qualcosa di più senza troppe paure che possa venir copiata. Più persone ci daranno la loro opinione sul nostro progetto, più idee avremo per realizzarlo in modo che piaccia al maggior numero di persone.

Il secondo passo è trasformare l’idea in un prodotto che davvero piace. Realizziamo dei prototipi, com’è stato il caso dell’azienda che stiamo analizzando e sottoponiamolo al giudizio della gente senza paura di ricevere feedback negativi: le critiche aiutano le persone intelligenti a crescere. In questo caso pratico si è trattato di trovare i materiali naturali migliori per ottenere, mediante una stampante 3D, dei prodotti di design belli e durevoli che davvero le persone volessero ospitare a casa propria. Da quel momento in poi si può davvero passare alla parte più pratica del business plan, la ricerca dei finanziamenti, e tutto il necessario per trasformare un’idea in business.

L'articolo è stato scritto dalla Redazione di ElaMedia Group

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Le imprese sono classificabili in base al loro settore commerciale e merceologico attraverso dei codici. Le imprese italiane afferenti al circuito europeo hanno l’obbligo di citare nelle loro transazioni e soprattutto nelle dichiarazioni il proprio codice merceologico univoco: il codice ATECO è in Europa un sistema identificativo uniformato e da tempo riconosciuto e adottato, tuttavia il sistema bancario ha da sempre la necessità di classificare le attività delle imprese in un’ottica di valutazione sul merito creditizio e la concessione del fido.