Come per tutte le altre attività commerciali o imprenditoriali e autonome, chi intende avviare un’attività agricola, presso l’Agenzia delle Entrate della Provincia dove risiede deve presentare una domanda per la richiesta della partita Iva agricola, della quale una volta che gli viene attribuita, non deve pagare nessun diritto annuale.

In alternativa si può andare alla sede della Coldiretti della propria zona di residenza, presentare i documenti che attestano la propria identità, e compilare i moduli necessari alla richiesta della partita Iva agricola.

Le aliquote per chi è in possesso di una partita Iva agricola sono di tre scaglioni a seconda del prodotto: 4%, 10% e 22%. I regimi fiscali per le imprese agricole sono due: semplificato e ordinario. Le spese da sostenere quando si avvia un’impresa agricola sono: circa 100 € per il diritto camerale, poi bisogna pagare l’Inps il cui contributo minimo è di circa 1.500 €.

Un decreto legge del 2004 ha definito chi intraprende una attività, agricola, di selvicoltura o di allevamento per almeno il 50% del proprio lavoro, Imprenditore Professionale (IAP). L'imprenditore agricolo professionale è colui che è in possesso di Partita Iva agricola e chi ha questa qualifica, e si trova in regola con i pagamenti dei contributi per la previdenza e per l’assistenza sanitaria, può usufruire di alcune agevolazioni fiscali.

Chi svolge attività, può insieme ad altri costituire delle cooperative o delle società di persone o di capitali, basta che uno dei soci o un amministratore sia un Imprenditore Agricolo Professionale, si formerà cosi una Società Agricola.

Vediamo quali sono le agevolazioni fiscali per chi ha un’attività

Il comma 6 art. 34 prima parte tabella A allegata al D.P.R. n. 633/72 stabilisce che: chi ha appena iniziato l’attività e prevede di non superare 7.000 € come volume di affari, e per coloro che nell’anno solare precedente hanno avuto un volume di affari al di sotto di 7.000 € raggiunto per almeno due terzi da vendite di prodotti agricoli e ittici, rientrano al regime di esonero. Coloro che invece superano il volume d'affari di 7.000 €, devono osservare i normali adempimenti Iva a cominciare dall'anno successivo all’iscrizione o al superamento di tale cifra.

Partita Iva Agricola a regime di esonero

Un agricoltore che rientra al regime di esonero è esente da:

  • emettere e registrare le fatture di vendita;
  • registrare i corrispettivi;
  • liquidare l'imposta né procedere al versamento;
  • tenere nessun tipo di contabilità
  • presentare la Comunicazione dati Iva né la Dichiarazione Iva annuale.

Anche se rientra al regime di esonero però deve:

  • conservare le fatture di acquisto debitamente numerate;
  • le bollette doganali;
  • conservare numerate le copie delle autofatture degli acquirenti non in regime di esonero, dalle quali autofatture i produttori agricoli possono trattenere l'imposta.

Cessazione del regime di esonero

Partita IVA agricola

Come detto sopra, si ottiene il regime di esonero se si resta al di sotto dei 7.000 € di volume di affari nell’arco dell’anno solare, quindi quando questa condizione viene a mancare, per l’imprenditore agricolo in possesso di partita Iva agricola, cessa dall’inizio dell’anno solare successivo di avere diritto al regime di esonero dalle agevolazioni fiscali nei confronti degli obblighi Iva. Deve quindi avvalersi del regime fiscale normale.

Per il fatto che le imprese usufruiscono di queste agevolazioni fiscali, l’agricoltura in Italia risulta essere un comparto dell’economia sano e florido. I produttori in regime di esonero, possono, in caso di vendita tra loro, emettere soltanto una ricevuta con una semplice marca da bollo. Se si vende direttamente ai privati, non bisogna emettere lo scontrino e neanche la ricevuta fiscale. Quando invece uno scambio commerciale avviene tra chi è in regime di esonero con un produttore agricolo che non lo è, chi compra, deve emettere un’autofattura e deve comunicare la relativa imposta.

Agevolazioni partita IVA agricola nella legge di stabilità 2020

La legge di Stabilità del 2020 ha sostituito gli incentivi e l’iper-ammortamento con il credito di imposta, una misura agevolativa fiscale da investire nell’acquisto di macchinari agricoli. Il contributo si articola nel modo seguente:

  • 40% di credito sull’investimento di acquisto di macchine 
  • 6% per l’acquisto di tutte le altre tipologie di macchine agricole per un plafond di fondi fino a 2 milioni di €.

Il contributo all'acquisto è un credito utilizzabile per compensare le spese tributarie sostenute e versate tramite il modello F24, come l'IVA, i contributi previdenziali e le imposte dirette.

L’obiettivo del nuovo strumento di incentivazione è quello si sostenere le imprese agricole che investono in beni strumentali nuovi sia ordinari che dotati di tecnologi 4.0.

Il credito di imposta per l'acquisto di macchinari di nuova generazione è disponibile per le imprese agricole residenti in Italia di qualsiasi forma giuridica e indipendentemente dal settore economico di appartenenza, dalla dimensione e dal regime fiscale. Inoltre, a differenza degli incentivi precedenti, il credito di imposta è esteso anche ai contoterzisti, sia imprese agricole che individui che si avvalgono del regime forfettario. Il beneficio è valido indipendentemente dalla capacità dell'azienda di produrre reddito.

I macchinari che possono essere acquistati usufruendo del credito sono:

  • Tutte le macchina agricole ordinarie nuove indipendentemente dal loro livello tecnologico (fino al 6%);
  • Tutti i macchinari dotati di tecnologia 4.0 (contributo fino al 40%.
  • Mietitrebbie e trattori 4.0 dotati di funzione telematica per trasferimento dati 

Per tutte le altre tipologie di macchinari agricoli, le dotazioni sono valutate in base alla natura della macchina, restano però i requisiti vincolanti per usufruire dell’incentivo, vale a dire l’automazione e l’interconnessione o connettività.

Come accedere al credito di imposta e le scadenze

Partita IVA agricola

L’accesso all’agevolazione per l’acquisto di macchinari 4.0 è riservato alle aziende che producono un’autocertificazione relativo a un investimento effettuato inferiore a 300 mila euro o che producano una perizia tecnica giurata per investimenti superiori a 300 mila euro e che attesti che il bene acquisito risponde alle caratteristiche tecniche previste per i dispositivi 4.0.

Il credito può essere utilizzato in 5 anni in rate di pari importo, a partire dall'anno successivo a quello in cui il macchinario di nuova generazione è entrato in funzione. Ad esempio, per l'acquisto di un macchinario del valore di 100.000 € nel 2020 dotato di tecnologia 4.0, è possibile recuperare fino al 40% della somma, ovvero fino a 40.000 € restituiti in rate da 8.000 € per 5 anni a partire dalla dichiarazione dei redditi 2021.

Se durante il periodo di rimborso, il macchinario viene venduto, il credito che si ottiene è ridotto e corrispondente fino al suo possesso, escludendo la base di calcolo originaria relativo al costo.

Le caratteristiche del regime speciale IVA

Tale regime speciale IVA prevedono un calcolo particolare della partita Iva, una documentazione diversa e più dettagliata per la valutazione della stessa e una detrazione differente dell'Iva sugli acquisti effettuati.

Il regime speciale iva è applicabile ad alcuni tipi di attività imprenditoriali che presentano alcune caratteristiche oggettive e soggettive che li differenziano da altre attività; proprio per questo motivo viene applicato un regime speciale iva sul calcolo dell'iva, sulla detrazione degli acquisti ecc. Le attività imprenditoriali che che possono usufruire di questo particolare regime speciale iva sono: il settore dell'agricoltura e della pesca, il settore dell'editoria, le agenzie di viaggio, alle tabaccherie e ai rivenditori di biglietti dei trasporti pubblici urbani e ai gestori di telefonia pubblica; nonché a coloro che si occupano di giochi, scommesse e concorsi.

Anche nei casi in cui si debbano consegnare a terzi materiali di recupero quali rottami o beni usati, nonché nelle questioni legate a materiale da collezione, oggetti d'antiquariato e d'arte, si applicano questi parametri.

Gli altri soggetti, imprese e aziende pubbliche o private, che prevedono agevolazioni per le imposte sono infine: tutti i settori legati all'intrattenimento e al pubblico, quali spettacoli, eventi o giochi; gli agriturismi; il settore dell'editoria; le attività legate all'agricoltura; le imprese ittiche; le agenzie di viaggi e turismo.

Partite Iva: le modifiche del Governo Renzi

Regime speciale IVA

Le modifiche chieste dal Governo Renzi per le Partite Iva hanno scatenato un ampio dibattito di protesta tra tutte queste persone che fanno parte della categoria. D’altronde, non sono tempi splendidi per questi lavoratori, che per il 2014 hanno visto fermare il loro stipendio sotto quota 30 mila euro, con una perdita di almeno il 15% rispetto a sette anni fa. C’è un altro dato che mette in allarme i giovani, ossia l’enorme differenza di guadagno, con quest’ultimi che incassano il 50% in meno rispetto agli over 40. Una disparità che crea molto allarmismo per il futuro dei giovani. A fronte di questa situazione precaria, le Partite Iva stanno organizzando delle proteste sulla Rete, lanciando degli hashtag su Twitter che sono diventate delle tendenze in poche ore.

L’esecutivo infatti aveva approvato delle norme che uniformavano la tassazione al 15%, eliminando di fatto l’agevolazione fiscale al 5% prevista fino al guadagno di 30 mila euro annui. Per via delle proteste che si sono scatenate, sembra che nel Milleproroghe si farà marcia indietro, reintroducendo la possibilità di poter scegliere il regime speciale IVA agevolato al 5% che aveva portato tantissime persone ad aprire una Partita Iva per via delle condizioni finanziarie vantaggiose. La legge iniziale, promossa dal Governo Renzi, prevedeva infatti delle tasse triplicate dal 5% al 15% fino a ricavi pari al 78% del totale, con una decurtazione della soglia per usufruire del regime speciale iva dei minimi, abbassando il limite da 30 mila euro a 15 mila euro. Chiara la replica dell’esercito delle Partite Iva, che si sono viste ancora una volta danneggiate dall’impostazione della riforma, dopo che neanche hanno avuto l’accesso al famoso bonus da 80 euro varato dal Premier nel 2014 e confermato per il 2015.

Regole più stringenti dal 2015 al 2020

Dal 2015 si applicheranno in maniera concreta gli effetti della Riforma Fornero sulle false Partita Iva. I controlli infatti si faranno più stringenti per scovare gli evasori. La situazione di questo popolo è sempre stata una situazione piuttosto delicata in Italia perchè parliamo di persone che sono senza contratto e non hanno le tutele di chi ha invece il posto fisso. Collaboratori e free lance vivono dunque alla giornata, con un futuro da costruire passo dopo passo ma con l’incognita di poter rischiare incassi modesti. Ecco perchè una vera riforma sulla tutela di queste persone è quanto mai necessaria perchè non si possono dimenticare tutti questi cittadini che lavorano ma che si sentono danneggiati dalle riforme del lavoro che quasi mai interessano la loro categoria.

Autore: Enrico Mainero
Immagine di Enrico Mainero

Dal 2011 Direttore Responsabile e Amministratore unico di ElaMedia Group SRLS. Mi dedico prevalentemente all'analisi dei siti web e alla loro ottimizzazione SEO, con particolare attenzione allo studio della semantica e al loro posizionamento organico sui motori di ricerca. Sono il principale curatore dei contenuti di questo Blog (assieme alla Redazione di ElaMedia).

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