La partita IVA comunitaria è un particolare codice che è stato autorizzato dall'Agenzia delle Entrate ad operare con i paesi esteri, più in particolare con i paesi facenti parte dell'Unione Europea. Per poter aprire una partita IVA comunitaria bisogna, come nel caso di quella italiana, compilare la Dichiarazione di inizio attività e lì specificare la volontà di compiere operazioni intracomunitarie così da essere inclusi nell’archivio VIES.

Come ottenerla? A chi richiederla? Facciamo assieme una ricerca conforme di informazioni. Scopriamo quanto costa

Bisognerà andare sul sito dell'Agenzia delle dogane e compilare il campo “Operazioni Intracomunitarie” del quadro I dei modelli AA7 (soggetti diversi dalle persone fisiche) o AA9 (imprese individuali e lavoratori autonomi). L’avvenuta inclusione può essere verificata sul sito internet mediante il sistema di verifica delle partite IVA comunitarie. Ecco l'indirizzo.

Se invece possedete già la partita IVA e avete intenzione di espandere internazionalmente il vostro business o le vostre prestazioni, dovete richiedere l’iscrizione nel VIES. Per far questo bisogna inviare una comunicazione all’Agenzia delle Entrate tramite raccomandata con ricevuta di ritorno, da spedire almeno un mese prima dell’acquisto o della vendita intracomunitaria. Alternativamente ci si può iscrivere al VIES telematicamente, in modalità diretta sul sito dell’Agenzia delle Entrate, che poi ha un mese di tempo per accettarla o rifiutarla. Sul sito è anche possibile controllare la data di fine validità del nostro codice.

Cosa è il VIES: come funziona? Centra con l'intrastat? Occhio alle informazioni errate

Il VIES, acronimo per VAT (l'iva in inglese) Information Exchange System, è lo strumento elettronico per la trasmissione di informazioni relative all'identificazione del numero della partita IVA delle imprese registrate ai fini IVA nell’UE. Grazie al VIES sono anche trasmesse informazioni relative alle forniture intracomunitarie tra le amministrazioni degli Stati membri.

I dati del VIES sono aggiornati in tempo reale. Tuttavia il sistema permette solo di controllare che questa sia presente all'interno degli elenchi comunitari; non fornisce informazioni relativamente al nome o all'indirizzo del proprietario. Qualora il numero non fosse presente all'interno degli elenchi bisogna contattare gli uffici amministrativi nazionali per procedere ad una verifica e risolvere il problema.

Chi deve aprire la partita comunitaria? C'è un formato specifico da rispettare?

La registrazione si può richiedere attraverso il sito dell'Agenzia delle Entrate, che possiede un portale per la consultazione e la verifica di iscrizione al VIES. Qualora si volesse chiudere suddetto codice, bisognerà fare richiesta attraverso il medesimo sito.

Perché è fondamentale registrarsi. Come vengono influenzati i nostri investimenti? Ogni paese ha un suo codice?

Senza non è possibile avviare scambi commerciali o di prestazioni con l'estero. L'Agenzia delle Entrate, attraverso i propri registri, verifica la presenza delle aziende nel registro. Questo registro è consultabile sul sito dell'Agenzia, qualora vogliate controllare che tutto sia a norma riguardo un individuo o una società con la quale vi trovate a collaborare o di cui vi servite per i vostri servizi. All'interno del sito internet della commissione europea esiste poi un motore di ricerca che vi consente di controllare l'esistenza del codice di riferimento (ecco il link).

Il numero della partita IVA: ecco cosa significa

Se avete intenzione di aprire un'attività o di svolgere un lavoro come liberi professionisti, sappiate che dovete aprire una partita Iva. Ma cosa è? In cosa consiste? Come si apre? E chi deve farlo? Tutto quello che c'è da sapere lo trovate qui di seguito. 

Cosa è la partita iva?

modello da compilare della partita iva comunitaria

In Italia ogni partita Iva ha 11 cifre. Queste 11 cifre indicano elementi differenti che di seguito vediamo nel dettaglio: 

  • Le prime 7 cifre esprimono il numero di matricola del soggetto ed è assegnato dall’ufficio provinciale. Questo numero di matricola è un numero incrementale; per ogni codice nuovo dunque aumenta di un’unità l’ultima cifra delle sette.
  • Le cifre che vanno dall’otto alla dieci indicano il codice dell’ufficio provinciale del fisco che ha rilasciato la matricola indicata prima.
    L’undicesima cifra è un codice di controllo che serve per verificare la validità delle prime dieci cifre; vi è na formula che indica quest'ultimo numero, e cioè (10-T) mod T.
    Spieghiamo questa formula all'apparenza così complicata: modT indica che questo valore è ottenuto attraverso la aritmetica modulare; T è la somma di tre numeri: x, che è la somma delle prime 5 cifre della partita Iva in posizione dispari, y, che è il doppio della somma delle 5 cifre in posizione pari, e z, che corrisponde al numero di cifre che sono in posizione pari e che sono superiori a 5.

Esistono due partite IVA con due numeri uguali?

Ogni codice è unico e non vi possono essere due partite IVA uguali in Italia. Anche se naturalmente è possibile trovare due partite ia con alcuni numero comuni in sequenza, ad esempio due partite iva che abbiano lo stesso numero di matricola emesso da due uffici provinciali differenti. 
In questo caso la differenza tra queste due partite Iva sarà comunque assicurata dalla differenza dei due codici relativi ai due differenti uffici provinciali e dal numero di controllo finale, dunque differiranno per la cifra n 8, 9, 10 ed 11.

Perché saperlo?

E' importante sapere come viene formulato il numero di una partita iva per poterlo verificare in caso di bisogno, per sapere se è legittima o a chi appartiene.
E' possibile compiere queste verifiche sul sito stesso dell'Agenzia delle Entrate in modo totalmente gratuito e semplice.

La legge italiana in materia

Il numero di partita IVA è rilasciato per Decreto del presidente della Repubblica. Può essere aperta anche in modo telematico anche da un intermediario abilitato al servizio Entrate o dalla Camera di commercio, industria, artigianato e agricoltura. Esistono due modelli, quello per le ditte individuali, il modello AA9/1, quello per le società, il modello AA7/10.

Tutti i soggetti che hanno un'attività che ha rilevanza per il calcolo dell'Iva, compresi i non residenti che però hanno una impresa in Italia, devono presentare la dichiarazione di inizio attività, acronimo DIA o la segnalazione certificata di inizio attività, SCIA, presentando un apposito modello che può essere scaricato dal sito dell'Agenzia delle Entrate. Anche coloro che sono iscritti ad un albo professionale e svolgono il lavoro da libero professionisti, gli avvocati ad esempio o i commercialisti, hanno l'obbligo di apertura della partita IVA. Tutto chiaro?

Approfondimento video

 

L'articolo è stato scritto dalla Redazione di ElaMedia Group

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