Oggi trattiamo il tema relativo al Prestito Banco Poste. Per tutti coloro che necessitano di un piccolo o medio prestito senza avere un reddito che sia dimostrabile una soluzione c’è e viene direttamente dalla Poste Italiane! Attraverso il prestito bancoposta è possibile richiedere un finanziamento che arriva fino ai 30.000 euro senza busta paga e quindi senza dimostrare di avere un reddito.

Insomma, Poste Italiane ha pensato ad una soluzione di finanziamento davvero ottima a differenza dei prestiti bancari in quanto permette di avere nell’immediato un finanziamento che va da un minimo di 1.500 euro fino ad un massimo di 30.000, non male non trovi? Scopriamo dunque le caratteristiche del Prestito Banco Posta e quale sono i suoi vantaggi.

L’erogazione del prestito banco poste e le rate (calcola la rata). Lo posso accendere anche se non sono correntista? Ecco un esempio

Tra le numerose proposte di prestiti, il Prestito Banco Poste sembrerebbe essere il migliore, sia perché la somma finanziata soddisfa un gran numero di persone le quali sempre più spesso cercano un prestito che non si pone limiti riguardo l’erogazione di piccole somme, magari sufficienti per estinguere piccole rate insolute in seguito a problemi di lavoro; il Prestito Banco Poste è dunque un finanziamento molto flessibile per ogni tipologia di esigenza.

Prima di procedere, bisogna sapere che per ottenere un Prestito Banco Poste ovviamente bisogna avere un contocorrente bancoposta! In ogni caso, a seguito dell’accettazione della richiesta di finanziamento, verrà versata la somma di denaro richiesta direttamente sul proprio contocorrente.

Il pagamento relativo alla restituzione del denaro preso verrà eseguito con rate mensili e il completo piano di recupero verrà stabilito assieme al richiedente nel momento della fase in cui si dovrà strutturare il contratto. Poste Italiane avranno un occhio di riguardo per le esigenze del cliente e le rate, quindi, verranno stabilite anche a seconda dell’eventuale disponibilità economica.

Le rate mensili con quota capitale e relativi interessi, saranno addebitate il 27 di ogni mese sul proprio contocorrente partendo dal mese successivo al finanziamento e la prima rata comprende la quota mensile, l’imposta di bollo di 14,62 euro per tutti i prestiti della durata massima di 18 mesi, l’imposta sostitutiva a 0,25% del finanziamento per quei prestiti che vanno oltre i 18 mesi di tempo e ovviamente gli interessi di preammortanamento.

Chi può richiedere il Prestito Banco Poste? Devi ristrutturare casa? Sei dipendente? Ecco le nostre opinioni

Il Prestito Banco Poste senza busta paga può essere richiesto da qualsiasi lavoratore senza un reddito dimostrabile, importante però che abbia un conto bancoposta dove verrà versata la somma di denaro richiesta. Per chi è interessato a tale prestito, prima di procedere al finanziamento, si può chiedere un eventuale preventivo riguardo la rata mensile, ovviamente a seconda delle proprie esigenze e quindi a seconda della somma di denaro desiderato.

Questo permetterà di capire se il finanziamento è fattibile, soprattutto se la possibilità di restituire il denaro e quindi rispettare le rate esiste veramente. Nonostante sia un prestito pensato per coloro che non possiedono una busta paga, per ottenere il prestito c’è bisogno di alcune garanzie, vediamole di seguito!

Garanzie e requisiti (con garante?). Serve una postepay evolution?

Come ripetuto più volte, per richiedere un Prestito Banco Poste non è proprio necessario avere una busta paga ma è praticamente d’obbligo la figura di un garante, soprattutto laddove la somma richiesta del capitale è molto alta. Questo perché, se non ci fosse un garante, l’eventuale richiesta di prestito con somme elevate potrebbe non rifarsi su altre tipologie di beni non posseduti dal richiedente.

Nel momento in cui viene richiesto il Prestito Banco Poste è necessario presentare alcuni documenti importanti, i quali verranno valutati adeguatamente entro un massimo di 10 giorni lavorativi. I documenti sono: carta d’identita valida, un certificato di reddito o un documento che attesti un entrata di denaro fissa, un documento che afferma di essere titolare del conto corrente bancoposta. Si possono chiedere in sovvenzione un minimo di 1.500 euro ed un massimo di 30.000, con un contratto di pagamento variabile dai 12 agli 84 mesi (7 anni).

Banco poste online (senza garanzie?) per famiglie o per imprese. Prima di farti fare un preventivo fatti illustrare le modalità d'erogazione e le informazioni sui tassi d'interesse

Grazie alle alte potenzialità di internet, da qualche anno è possibile richiedere un Prestito Banco Poste senza busta paga anche online, basta recarsi sul sito ufficiale delle poste italiane e cliccare sulla sezione giusta dedicata ai prestiti; una volta scelta la tipologia di finanziamento si dovrà compilare un modulo di richiesta e non fare altro se non attendere la risposta da parte degli uffici. Se la risposta è positiva si dovrà procedere nello stampare i documenti richiesti necessari ad inoltrare la pratica. Ecco che la somma di denaro richiesta verrà versata sul proprio conto corrente bancoposta.

Per richiedere il Prestito Banco Poste online bisogna comunque presentare un documento d’identità valido, una documentazione di reddito, il proprio codice fiscale e il permesso di soggiorno qualora il richiedente non fosse un cittadino italiano.

Prestiti per giovani senza busta paga: ecco un approfondimento

Prestiti Banco Poste

La consegna della busta paga è uno dei momenti più appaganti dell’attività lavorativa; spesso tuttavia si tende a trascurare la lettura delle varie voci per arrivare subito al totale, lasciando il chi la riceve inconsapevole su cosa stia realmente ottenendo. In questa breve guida esamineremo la busta paga nei suoi contenuti, cercando di fare luce sui misteri che essa contiene.

La struttura della busta paga

E' un documento che quantifica in termini economici le competenze del lavoratore ed elenca le trattenute che vengono prelevate per conto dello Stato dal titolare.

Per quanto ogni azienda adotti un suo modello, ogni certificato deve contenere un prospetto che indichi il periodo che sta venendo retribuito ed i dati aziendali e del soggetto.

Le voci che costituiscono il pagamento sono le seguenti:

  • stipendio mensile (per impiegati); paga oraria (per operai);
  • indennità di contingenza mensile (per impiegati); quota oraria dell’indennità di contingenza (per operai);
  • ulteriori pagamenti;
  • retribuzioni speciali (tredicesime, straordinari, premi e indennità);
  • totale lordo dei pagamenti;

Le voci che compongono le trattenute consistono in:

  • contributi a carico del lavoratore;
  • contributi netti (dato dal totale lordo dei pagamenti meno i contributi a carico del lavoratore);
  • pagamenti effettuati verso assicurazioni ed istituti di previdenza;
  • imponibile IRPEF (dato dalla somma tra contributi netti e i pagamenti del punto precedente);
  • IRPEF (imposta sul reddito delle persone fisiche);
  • competenze nette del lavoratore (data dalla differenza tra l’IRPEF e il suo imponibile);

Seguono quindi le ultime due voci:

  • aumenti e decrementi dello stipendio (dovuti ad elementi come prestiti, rimborsi degli stessi, assegni familiari..);
  • netto, valore che costituisce l’entità della busta paga.

Versione elettronica

Novità relativamente recente è l’introduzione della busta paga elettronica: questa innovazione, promossa dalla Direzione Generale per l'Attività Ispettiva del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, vede la sostituzione del documento cartaceo a vantaggio di un suo sostituto virtuale.

Il datore di lavoro non dovrà far altro che organizzare un’area protetta sul sito aziendale ove il dipendente potrà accedere ai suoi dati per mezzo di una password personale.

Il lavoratore ha inoltre il diritto di poter stampare in ufficio (oltre che a casa) la propria busta paga, in quanto potrebbe non possedere un computer.

La condizione lavorativa dei giovani in Italia non è delle migliori, molte persone hanno perso il lavoro, numerosi ragazzi diplomati e neolaureati sono in cerca del primo impiego e i fortunati che hanno un posto di lavoro spesso hanno dei contratti di collaborazione. L'occupazione nazionale ha molto risentito della crisi economica che ha colpito il nostro paese. I lavoratori che hanno dei contratti di collaborazione e a progetto sono generalmente privi delle busta paga, quindi nel caso in cui desiderino richiedere un finanziamento magari per aprire un'attività in proprio o un'attività in franchising, ma anche semplicemente per acquistare un'automobile, un nuovo televisore, una macchina fotografica ecc incontrano delle difficoltà.

I finanziamenti sono in genere concessi a quelle persone che offrono delle garanzie agli istituti di credito che elargiscono la somma richiesta. La precarietà sempre maggiore ha messo in crisi il sistema di garanzie richieste dalle banche per ottenere un finanziamento. Gli istituti di credito hanno creato delle formule di garanzia accessorie che permettono anche a chi non ha la busta paga di ottenere un finanziamento.

Prestiti senza busta paga e cessione del qunito

Nonostante i proclami, la crisi rende ancora la vita dura agli italiani, con il tasso di disoccupazione che resta molto alto, soprattutto tra i giovani, e che molto spesso hanno bisogno di aiuto anche per le spese più importanti. A dimostrazione di questo c’è sempre una maggiore richiesta di prestiti senza busta paga, con sempre più persone prive di un reddito stabile, che li richiedono soprattutto per poter anche affrontare le spese essenziali, come per tasse e bollette; allo stesso tempo sono costrette a cambiare la politica banche e istituti di credito, dovendo avere a che fare con una società che per questo motivo cambia velocemente.

Prestito Banco Poste: senza busta paga, aumentano le richieste al Sud

Nell’ultimo anno sono cresciute le richieste di prestiti senza busta paga, a causa soprattutto di una percentuale di disoccupazione davvero da record che ha raggiunto quasi il 13%, con picchi soprattutto tra i giovani, con un tasso che si aggira attorno al 33%. Se poi questi dati si confrontano con il Meridione, il risultato è piuttosto disarmante, con la disoccupazione che tocca quasi il 22% della popolazione, ed ancora peggiore nel caso dei giovani, con picchi che arrivano addirittura a toccare quasi il 49%.

Non è quindi un caso che nell’ultimo anno siano aumentate esponenzialmente le richieste nel meridione, con un incremento di un corposo 10% rispetto all’anno precedente, e soprattutto con prestiti di liquidità e prestiti senza busta paga che hanno raggiunto circa il 25% della richiesta totale dei prestiti. Questo sta spingendo gli istituti di credito ad adeguarsi alla domanda di mercato, cercando di soddisfare un fetta di mercato sempre più grande, ma che allo stesso tempo si rivela molto rischiosa, al contrario di categorie che invece possono permettersi un reddito fisso.

Come funzionano i Prestito Banco Poste senza busta paga

Se solitamente per ottenere un finanziamento è richiesto un contratto di lavoro a tempo indeterminato, come abbiamo già avuto modo di capire, non è sempre possibile, oltre che per il tasso di disoccupazione enorme, anche per un graduale cambiamento del lavoro, diventato sempre più flessibile. Gli istituti di credito si stanno adeguando rendendo più flessibili anche le loro valutazioni.

Anche per questo si sono sviluppati i prestiti per chi non ha stipendio "fisso"; e se per i lavoratori con contratti a progetto, collaborazioni, o a tempo determinato si hanno requisiti sufficienti, e per i lavoratori autonomi senza busta paga, è possibile offrire le garanzie necessarie tramite modello UNICO, per alcune categorie di persone diventa un po’ meno semplice ottenere l’aiuto delle banche.

Prestito Banco Poste

Per ottenere questo tipo di prestito è necessario capire a quale categoria si appartiene, quali garanzie presentare in alternativa. Sono molte infatti le categorie che non possono contare su uno stipendio fisso, o semplicemente non ne posseggono alcuno: oltre ai lavoratori autonomi, anche gli studenti, che potranno richiedere un prestito per sostenere le spese di studio, oppure per lavoratori irregolari che dovranno offrire garanzie alternative, come fidejussioni oppure ipoteche, o nuovi imprenditori che possono usufruire di bandi per l’imprenditoria giovanile con finanziamenti a fondo perduto, a patto che si sia sotto i 35 anni; per i disoccupati invece sarà necessario presentare un garante.

Vanno inoltre tenute presente che per concedere tali prestiti l’istituto di credito dovrà assicurarsi oltre alle garanzie, che per il richiedente sia possibile sopportare i costi. Questi derivano solitamente dal rischio che prende il creditore di trovarsi di fronte ad un caso di insolvenza. Per questo motivo sono da tenere presenti i costi del TAN (Tasso Annuo Nominale), il TAEG (Tasso Annuo Effettivo Globale), e infine le assicurazioni sul credito.

È possibile avere maggiori informazioni sui prestiti senza busta paga su infoprestitisulweb.it, con notizie aggiornate e tutte le proposte da parte degli istituti di credito.

L'articolo è stato scritto dalla Redazione di ElaMedia Group

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