Logo di Finanziamenti per Giovani

Benvenuti in un nuovo articolo proposto dalla nostra Redazione. Dopo aver parlato a fondo di come calcolare il codice fiscale, oggi vi presentiamo un nuovo tema.

Menu di navigazione dell'articolo

Una volta introdotti gli aspetti salienti di come pagare l'f23 online, oggi siamo lieti di portarvi alla scoperta di un argomento inedito che confidiamo desti la vostra curiosità.

Con la circolare del Ministero delle Attività Produttive n 3567/C del 16 ottobre 2003 si dispone il principio di Ravvedimento operoso nel caso di mancato versamento dei diritti annuali camerali. Il codice tributo 3850 è proprio quello da utilizzare sul modulo F24 per effettuare il versamento, mentre i codici 3851 e 3852 servono rispettivamente per identificare gli interessi moratori e la sanzione ridotta, in quanto si sta procedendo a sanare quanto dovuto. Il ravvedimento operoso è anche previsto dal D. Lgs. n 472 del 18/12/1997 (articolo 13) e successive modifiche per consentire al contribuente di provvedere in modo spontaneo a sanare le violazioni relative ai pagamenti di tributi applicando una sanzione ridotta rispetto a quella ordinaria.

Quali sono le condizioni per ricorrere al ravvedimento operoso

Il contribuente moroso o in ritardo con i pagamenti dovuti alla camera di commercio può ricorrere al ravvedimento operoso in uno dei seguenti casi:

  • Quando la violazione non è stata ancora constatata e notificata, né hanno avuto inizio le ispezioni, le verifiche o altre forme di accertamento;
  • Quando si è in tempo per provvedere sia al versamento del tributo dovuto che degli interessi moratori e della sanzione minima applicata (ridotta).
  • Entro il termine massimo di un anno dalla violazione.

Come si effettua il calcolo

La regolarizzazione del diritto annuale può essere effettuata:

  • Entro 30 giorni dalla violazione (ravvedimento breve) tramite il versamento contestuale del tributo dovuto, degli interessi moratori e della sanzione ridotta pari al 3,75% dell’importo del tributo dovuto. Il ravvedimento breve è alternativo al versamento del diritto entro i 30 giorni successivi la scadenza del termine con il calcolo della maggiorazione dello 0,40%.
  • Entro un anno dalla violazione (ravvedimento lungo) tramite il versamento contestuale del tributo spettante, degli interessi moratori e della sanzione ridotta pari al 6% dell’importo dovuto.

Per le violazioni da sanare commesse fino al 31 dicembre 2022, il tasso di interesse da applicare per il calcolo degli interessi moratori è del 1,25% annuo, mentre dal 1° gennaio 2023 il tasso di interesse legale è del 5% annuo. Per effettuare correttamente i calcoli, la camera di commercio mette a disposizione un foglio di calcolo attraverso il quale, inserendo l’importo dell’imposta dovuta e la data di scadenza per il versamento, effettua il calcolo sul tipo di ravvedimento (breve o lungo) e gli interessi e sanzioni da applicare. Il versamento si effettua tramite modello F24 compilando la sezione “IMU ed altri tributi locali” utilizzando i codici:

  • 3850 per identificare il diritto;
  • 3851 per gli interessi moratori;
  • 3852 per la sanzione ridotta da applicare.

In corrispondenza di ciascun codice occorre sempre specificare il “codice ente” ovvero la sigla della provincia in cui si trova la sede della Camera di Commercio beneficiaria del versamento e l’anno di riferimento. Il versamento si può effettuare anche tramite la piattaforma PAGO PA direttamente dal sito “Diritto annuale Camerale”.

Scadenze ravvedimento operoso 2023

La sanzione ordinariamente prevista per mancato versamento dell’imposta dovuta è del 30% sulle somme non versate o versate in ritardo. La sanzione è ridotta in base a quanto ritardo si accumula dalla scadenza nella misura del:

  • 15% fino a 14 giorni dalla scadenza;
  • 15% per ritardi tra 15 e 90 giorni;
  • 30% (sanzione ordinaria) per ritardi superiori a 90 %.

A queste riduzioni si possono applicare i ravvedimenti operosi nei termini di:

  • Ravvedimento Sprint: entro il 14° giorno dalla scadenza applicando lo 0,1 % giornaliero di interesse legale;
  • Ravvedimento breve: entro il 30° giorno dalla scadenza con una sanzione pari a 1,5% + l’interesse al tasso legale (che dal 1° gennaio 2023 è del 5% annuo);
  • Ravvedimento intermedio: tra il 30° giorno ed entro il 90° con sanzione dell’1,67% oltre all’interesse al tasso legale;
  • Ravvedimento lungo: entro un anno con applicazione del 3,75% della sanzione + il tasso legale;
  • Ravvedimento biennale: con applicazione del 4,29% e tasso legale annuo;
  • Ravvedimento ultra-biennale o lunghissimo con sanzione del 5 % + il 5 % del tasso legale annuo.

Dal primo gennaio 2023, il tasso di interesse legale annuo è del 5% (secondo quanto previsto dal decreto MEF del 13.12.2022). I contribuenti che si ravvedono nel 2023 per le violazioni compiute entro il 31 dicembre 2022 dovranno applicare le percentuali degli anni precedenti, mentre per le violazioni a partire dal primo gennaio 2023 si applica indistintamente la misura del 5%.

Se questo articolo sta suscitando il tuo interesse, allora ti consigliamo di mettere da parte anche questo sulla posta certificata gratis.

Permettici di farti una domanda: hai già letto la nostra guida su come compilare una cambiale? Siamo certi che potrà esserti utile sulla scia delle informazioni apprese con questo approfondimento che hai sotto gli occhi.

Il sistema sanzionatorio tributario italiano

Il legislatore ha strutturato un articolato sistema di penalità progressive che mirano a scoraggiare i ritardi nei versamenti, creando un meccanismo che bilancia deterrenza e proporzionalità.

Tipologie di sanzioni e loro entità

Le conseguenze economiche del ritardato pagamento si articolano su tre livelli distinti che possono sommarsi tra loro:

  • Sanzioni amministrative: rappresentano la componente punitiva vera e propria, calcolate in percentuale sull'importo non versato
  • Interessi di mora: costituiscono il ristoro per il ritardato incasso da parte dell'erario
  • Aggravi procedurali: costi indiretti legati alle procedure di regolarizzazione

L'entità delle sanzioni amministrative segue una scala progressiva in base alla gravità del ritardo:

  • Ritardo fino a 14 giorni: 1% per ogni giorno (dal minimo dello 0,1% per un giorno fino al 14% per 14 giorni)
  • Ritardo da 15 a 90 giorni: sanzione fissa del 15%
  • Ritardo oltre 90 giorni: 30% dell'importo dovuto

Questo sistema si differenzia significativamente da quello in vigore prima della riforma del 2015, quando le sanzioni erano uniformemente fissate al 30% indipendentemente dall'entità del ritardo, dimostrando un'evoluzione verso una maggiore proporzionalità.

Differenze tra tributi erariali e locali

Le penalità per ritardato pagamento presentano caratteristiche specifiche in base alla natura del tributo:

  • Tributi erariali (IRPEF, IVA, IRES):

    • Applicazione uniforme delle percentuali standard
    • Gestione centralizzata tramite Agenzia delle Entrate
    • Possibilità di compensazione con crediti fiscali esistenti
  • Tributi locali (IMU, TARI, addizionali):

    • Regolamenti specifici definiti dagli enti locali (entro i limiti di legge)
    • Gestione decentrata con differenze territoriali
    • Minore flessibilità negli strumenti di regolarizzazione

Un confronto pratico mostra come, per un debito di 10.000 euro versato con 60 giorni di ritardo, le sanzioni ammonterebbero a 1.500 euro per un tributo erariale, mentre potrebbero variare tra 1.200 e 1.800 euro per un tributo locale, in base al regolamento dello specifico comune.

Strumenti preventivi per evitare ritardi nei pagamenti

La prevenzione rappresenta sempre la strategia più efficace ed economica per evitare sanzioni: pianificare adeguatamente gli adempimenti fiscali consente di risparmiare risorse finanziarie e stress.

Calendario fiscale e strumenti di promemoria

Per gestire efficacemente le scadenze tributarie, è fondamentale implementare un sistema strutturato di monitoraggio che può includere:

  • Calendario fiscale personalizzato che evidenzi:

    • Scadenze ricorrenti (versamenti mensili/trimestrali)
    • Adempimenti annuali (saldi e acconti)
    • Eventuali proroghe straordinarie
  • Strumenti tecnologici di notifica:

    • App dedicate alla gestione delle scadenze fiscali
    • Sistemi di alert multipli (email, SMS, notifiche push)
    • Integrazione con calendari aziendali e personali

La pianificazione anticipata consente di ridurre del 78% il rischio di dimenticanze, secondo uno studio della Fondazione Nazionale Commercialisti, e di ottimizzare la gestione della liquidità necessaria per i versamenti.

Metodi di pagamento anticipato e deleghe permanenti

Per eliminare alla radice il rischio di dimenticanze, è possibile adottare strategie di automazione dei pagamenti:

  • Domiciliazione bancaria per tributi ricorrenti:

    • Addebito automatico sul conto corrente
    • Notifica anticipata dell'importo che sarà prelevato
    • Possibilità di revoca entro tempistiche definite
  • Deleghe permanenti a intermediari fiscali:

    • Affidamento al commercialista della gestione integrale degli adempimenti
    • Monitoraggio periodico tramite report di controllo
    • Condivisione preventiva di un budget dedicato ai versamenti fiscali

Il costo di questi servizi, generalmente compreso tra i 50 e i 300 euro annui in base alla complessità della posizione fiscale, risulta significativamente inferiore rispetto all'impatto potenziale delle sanzioni per ritardato pagamento.

Il ravvedimento operoso come strumento di sanatoria

Quando la prevenzione non è stata sufficiente, il ravvedimento operoso rappresenta lo strumento principale per mitigare l'impatto delle sanzioni, consentendo una regolarizzazione spontanea con penalità ridotte.

Come funziona il ravvedimento e quando conviene

Il ravvedimento operoso è un istituto giuridico di autodenuncia che consente di:

  • Regolarizzare spontaneamente la propria posizione prima di controlli fiscali
  • Beneficiare di sanzioni ridotte in misura inversamente proporzionale alla tempestività
  • Evitare ulteriori conseguenze come l'iscrizione a ruolo o procedure esecutive

La riduzione delle sanzioni segue una scala temporale precisa:

  • Ravvedimento sprint (entro 14 giorni): riduzione a 1/15 per ogni giorno di ritardo
  • Ravvedimento breve (entro 30 giorni): riduzione a 1/10
  • Ravvedimento intermedio (entro 90 giorni): riduzione a 1/9
  • Ravvedimento lungo (entro 1 anno): riduzione a 1/8
  • Ravvedimento biennale (entro 2 anni): riduzione a 1/7
  • Ravvedimento ultra-biennale (oltre 2 anni): riduzione a 1/6

Questo significa che, per un debito originario di 10.000 euro con sanzione ordinaria di 3.000 euro (30%), con un ravvedimento entro un anno pagheresti solo 375 euro di sanzioni (3.000/8), con un risparmio di 2.625 euro.

Procedura di regolarizzazione passo dopo passo

Per beneficiare delle riduzioni previste dal ravvedimento, devi seguire una procedura specifica e accurata:

  • Calcolo degli importi da versare:

    • Tributo originario non pagato
    • Sanzione ridotta in base alla tempistica di regolarizzazione
    • Interessi di mora calcolati con il metodo giornaliero
  • Compilazione del modello di pagamento (F24 o F23 a seconda del tributo):

    • Utilizzo dei codici tributo specifici per sanzioni e interessi
    • Indicazione del periodo di riferimento corretto
    • Separazione degli importi nei campi dedicati
  • Eventuale presentazione di dichiarazioni integrative (se il mancato versamento è legato a errori dichiarativi)

Un esempio pratico: per un'IVA di 5.000 euro non versata entro il 16 marzo 2024 e regolarizzata il 10 giugno 2024 (entro 90 giorni), dovrai versare:

  • 5.000 euro (imposta originaria)
  • 83,33 euro (sanzione ridotta a 1/9 del 15%)
  • 41,67 euro (interessi al 3% per 85 giorni) Per un totale di 5.125 euro anziché 5.750 euro (risparmio di 625 euro).

Casistiche particolari e situazioni di non punibilità

La normativa fiscale riconosce che in determinati casi il ritardo nei pagamenti possa derivare da situazioni oggettive che meritano un trattamento particolare.

Cause di forza maggiore e non punibilità

Esistono circostanze specifiche in cui il ritardo nel pagamento dei tributi non comporta l'applicazione di sanzioni:

  • Eventi straordinari e imprevedibili:

    • Calamità naturali riconosciute con decreti ministeriali
    • Gravi patologie improvvise del contribuente
    • Malfunzionamenti documentati dei sistemi di pagamento
  • Errori dell'amministrazione finanziaria:

    • Indicazioni errate fornite dal fisco
    • Disfunzioni dei sistemi telematici dell'Agenzia delle Entrate
    • Ritardi nell'aggiornamento delle banche dati ufficiali

Per beneficiare dell'esclusione dalle sanzioni è necessario documentare adeguatamente la causa di forza maggiore, presentando un'istanza specifica all'ufficio competente entro il termine per la proposizione del ricorso contro l'eventuale atto di contestazione.

Rateizzazione dei pagamenti e suoi effetti sulle sanzioni

Quando non riesci a far fronte al pagamento in un'unica soluzione, la rateizzazione rappresenta una soluzione strategica che influisce anche sul regime sanzionatorio:

  • Rateizzazione standard (art. 19 DPR 602/1973):

    • Fino a 72 rate mensili (6 anni)
    • Blocco delle procedure esecutive
    • Interessi di dilazione al 2,68% annuo
  • Rateizzazione straordinaria:

    • Fino a 120 rate in caso di comprovata difficoltà economica
    • Necessità di documentare l'impossibilità temporanea al pagamento
    • Piano di ammortamento progressivo con rate crescenti

È importante evidenziare che la rateizzazione non elimina le sanzioni, ma blocca la loro ulteriore maturazione e consente di distribuire nel tempo l'impatto finanziario della regolarizzazione. Ad esempio, per un debito fiscale di 30.000 euro comprensivo di sanzioni, una rateizzazione in 36 mesi comporta una rata mensile di circa 860 euro, rendendo sostenibile il rientro graduale.

Bibliografia

  • Fantozzi A. e Fedele A., "Statuto dei diritti del contribuente: sistema sanzionatorio e ravvedimento operoso", Giuffrè Editore, 2023
  • Lovecchio L., "Il sistema sanzionatorio tributario: strategie di difesa e regolarizzazione", Maggioli Editore, 2022
  • Antolisei F. e Conigliaro M., "Le sanzioni amministrative tributarie: disciplina e prassi", Il Sole 24 Ore Editore, 2024

FAQ

Le sanzioni per ritardato pagamento sono deducibili fiscalmente?

No, le sanzioni per ritardato pagamento dei tributi non sono deducibili fiscalmente né per le persone fisiche né per le imprese. Secondo l'articolo 15, comma 1, lettera f) del TUIR, le sanzioni amministrative pecuniarie hanno natura punitiva e non risarcitoria, pertanto non rientrano tra i costi deducibili dal reddito imponibile. Al contrario, gli interessi di mora associati al ritardato pagamento sono generalmente deducibili per le imprese, in quanto classificati come oneri finanziari ordinari. È importante separare correttamente queste componenti nella contabilità aziendale per evitare contestazioni in sede di controllo fiscale.

È possibile utilizzare in compensazione i crediti fiscali per pagare le sanzioni?

Sì, è possibile utilizzare i crediti fiscali in compensazione per pagare le sanzioni relative al ritardato versamento di tributi, ma con alcune limitazioni importanti. Puoi utilizzare i crediti tramite modello F24 per pagare le sanzioni ridotte in caso di ravvedimento operoso. Tuttavia, non puoi compensare crediti con sanzioni già iscritte a ruolo o richieste tramite avvisi di accertamento. Inoltre, devi rispettare i limiti generali per le compensazioni: 2 milioni di euro annui per i crediti ordinari e 700.000 euro per i crediti d'imposta da agevolazioni. Ricorda che i crediti superiori a 5.000 euro richiedono il visto di conformità sulla dichiarazione da cui emergono.

Se sbaglio il codice tributo ma pago l'importo corretto entro i termini, si applicano comunque le sanzioni?

No, se hai versato l'importo corretto entro i termini di scadenza ma hai commesso un errore puramente formale nell'indicazione del codice tributo, non si applicano sanzioni per ritardato pagamento. In questo caso, stai affrontando un semplice errore materiale che può essere corretto presentando un'istanza di rettifica all'Agenzia delle Entrate tramite il modello di comunicazione per la correzione di dati errati nei modelli F24. Il principio della "sostanza sulla forma" viene applicato dall'amministrazione finanziaria quando il tributo è stato effettivamente versato nei termini, anche se con modalità non perfettamente corrette dal punto di vista formale.

Cosa si intende per ravvedimento operoso lungo?

Il ravvedimento operoso lungo permette di sanare la violazione per un periodo entro un anno dalla scadenza per il versamento con l’applicazione di una sanzione pari al 3,75% (ovvero un ottavo della percentuale ordinaria – 30% -  applicata per i pagamenti dopo 90 giorni) e con l’aggiunta del calcolo degli Interessi legali del 5%.

Quando non è valido il ravvedimento operoso?

Non è possibile ricorrere al ravvedimento operoso nel caso in cui il contribuente moroso abbia già ricevuto una notifica di accertamento o atti di liquidazione.

Quale anno occorre indicare nel ravvedimento operoso?

L’anno da riportare nel modello F24 è quello corrispondente al periodo in cui si è commessa la violazione, ovvero l’anno in cui si sarebbe dovuto effettuare il versamento entro i termini di scadenza.

Quanti anni è possibile “ravvedere”?

Per i tributi locali come il Diritto camerale, l’IMU e la TASI si possono ravvedere solo gli anni della violazione. Il ravvedimento lunghissimo da due a 5 anni dopo la scadenza dei termini in cui era dovuto il tributo è valido solo per i tributi gestiti dall’Agenzia delle Entrate.

Cosa rientra nel ravvedimento speciale?

Il ravvedimento speciale riguarda le violazioni sulle dichiarazioni relative il periodo di imposta in corso e precedenti.

Che cos'è il codice tributo 3851?

Risposta: Il codice tributo 3851 è un Codice fiscale utilizzato in Italia per identificare specifiche operazioni tributarie relative ai contributi previdenziali. Questo codice è parte del sistema dei codici tributo gestito dall'Agenzia delle Entrate e viene utilizzato dai contribuenti per effettuare pagamenti specifici tramite il modello F24. In particolare, il codice tributo 3851 è associato ai pagamenti dei contributi volontari per la previdenza sociale. Questo permette ai lavoratori autonomi, liberi professionisti e altri soggetti che desiderano integrare i propri contributi pensionistici di farlo in modo ordinato e tracciabile dal sistema fiscale italiano.

Quando si deve utilizzare il codice tributo 3851?

Risposta: Il codice tributo 3851 deve essere utilizzato quando un contribuente intende versare contributi volontari alla propria posizione previdenziale. Questa opzione è spesso esercitata da individui che desiderano aumentare l'importo della propria pensione futura, coprire periodi di lavoro non tutelati da contribuzione obbligatoria, o raggiungere prima i requisiti per la pensione. I contributi volontari possono essere versati da lavoratori autonomi, liberi professionisti, e in alcuni casi, da lavoratori dipendenti che abbiano lacune contributive.

Come si effettua il pagamento con il codice tributo 3851?

Risposta: Il pagamento dei contributi volontari tramite il codice tributo 3851 si effettua utilizzando il modello F24, che può essere compilato e presentato sia in modalità cartacea presso le banche o gli uffici postali convenzionati sia in modalità elettronica tramite i servizi online messi a disposizione dall'Agenzia delle Entrate o dal proprio istituto bancario. Nel compilare il modello F24, è necessario inserire il codice tributo 3851 nella sezione dedicata ai contributi previdenziali, specificando l'anno di competenza dei contributi e l'importo da versare. È importante verificare con l'ente previdenziale di appartenenza l'importo esatto dei contributi volontari da versare e le eventuali scadenze.

Quali sono i vantaggi di versare contributi volontari tramite il codice tributo 3851?

Risposta: Versare contributi volontari tramite il codice tributo 3851 offre diversi vantaggi per i contribuenti, tra cui:

  1. Incremento dell'Importo della Pensione: I contributi volontari aumentano l'ammontare dei contributi previdenziali accumulati, influenzando positivamente l'importo della futura pensione.
  2. Copertura di Periodi Contributivi Mancanti: Permette di coprire periodi di inattività lavorativa o periodi lavorativi non tutelati da contribuzione obbligatoria, garantendo continuità nella propria carriera contributiva.
  3. Flessibilità Pensionistica: Contribuisce a raggiungere prima i requisiti minimi per l'accesso alla pensione di vecchiaia o anticipata, offrendo maggiore flessibilità nella gestione del proprio percorso pensionistico.
  4. Detrazioni Fiscali: I contributi volontari versati possono essere soggetti a detrazioni fiscali, permettendo un risparmio sulle imposte dovute in base alla legislazione vigente.

Esistono limitazioni o condizioni particolari per il versamento con il codice tributo 3851?

Risposta: Sì, esistono diverse condizioni e limitazioni da considerare quando si decide di versare contributi volontari tramite il codice tributo 3851:

  1. Verifica con l'Ente Previdenziale: Prima di effettuare il versamento, è necessario consultare l'ente previdenziale di appartenenza per verificare l'ammissibilità al versamento di contributi volontari, l'importo da versare, e le eventuali scadenze.
  2. Limiti di Importo e di Tempo: Possono esserci limiti sia sull'importo dei contributi volontari annuali sia sui periodi per i quali è possibile effettuare il versamento.
  3. Condizioni Specifiche: Alcune categorie di lavoratori potrebbero essere soggette a condizioni specifiche o restrizioni nel versamento dei contributi volontari.
  4. Impatto Fiscale: Sebbene i contributi volontari possano offrire vantaggi fiscali, è importante valutare l'impatto sul proprio carico fiscale complessivo e consultare un professionista per ottimizzare i benefici.

Autore: Laura Perconti

Immagine di Laura Perconti

Laureata in lingue nella società dell’informazione presso l'Università di Roma Tor Vergata, Laura Perconti segue successivamente un Corso in Gestione di Impresa presso l'Università Mercatorum e un Master di I livello in economia e gestione della comunicazione e dei nuovi media presso l'Università di Roma Tor Vergata.