Il regime fiscale agevolato introdotto nel 2015 è un regime che ha perfezionato quello precedente che prevedeva, per l’accesso, dei requisiti più stringenti, quali il limite massimo d’età o la durata massima entro cui era obbligatorio cambiare regime.

Il regime fiscale agevolato attuale è accessibile ai piccoli operatori economici e non ha né limiti di età né di tempo. Tipicamente, viene scelto dai professionisti che lavorano in modo individuale e permette di accedere a questo regime semplificato e più conveniente in confronto alla normale partita IVA. In realtà tale regime fiscale conviene a coloro che possiedono i requisiti necessari per accedervi per via della tassazione conveniente e della gestione semplificata; conviene ai professionisti che hanno già un’attività, ma producono un reddito che si mantiene sotto a certi limiti; infine, conviene a chi vuole avviare un’attività ed ha necessità di contenere le spese.

A chi è consentito e a chi è negato l’accesso?

L’accesso al nuovo regime fiscale agevolato viene concesso a coloro che vogliono iniziare un’attività di impresa, di arte o di professione, e che possiedono tre requisiti:

  • Ricavi inferiori percepiti nell’anno precedente, inferiori a determinati limiti;
  • Nel precedente anno devono aver erogato compensi a collaboratori o dipendenti per importi complessivi sotto i 5.000 euro;
  • Spese per strumentazioni e attrezzature sostenute nel precedente anno con importi inferiore a 20.000 euro.

Sono esclusi, invece, dall’accesso al regime coloro che:

  • Usufruiscono già di regimi speciali IVA oppure di altri regimi forfetari al fine della determinazione del reddito;
  • risultano cittadini stranieri non europei e non residenti in uno stato che ha aderisce all’Accordo sullo Spazio economico europeo;
  • Si occupano di mercato immobiliare e terriero oppure di cessioni intracomunitarie concernenti mezzi di trasporto;
  • Fanno parte di SRL, associazioni professionali oppure di società di persone.
  • Hanno maturato, nel precedente anno, un reddito da lavoro dipendente tuttora in svolgimento maggiore i 30.000 euro.

La mancanza di un solo suddetto requisito o la presenza di una delle sopracitate cause di esclusione porta, per il successivo anno, all’uscita dal regime fiscale agevolato.

Ecco i vantaggi principali

Il grande vantaggio di questo regime è principalmente di natura fiscale in quanto il provvedimento è nato proprio per dare un nuovo impulso all’economia e favorire lo spirito imprenditoriale di chi sceglie di avviare un’attività. A tal fine i redditi che derivano dall’attività non si assoggettano all’IVA tradizionale e alle altre imposte, bensì ad una imposta sostitutiva che, per 5 anni, è pari al 5%, successivamente sale al 15%. Inoltre, l’imposta assorbe le tassazioni sui redditi e le addizionali comunali e regionali. Non va effettuata la ritenuta alla fonte dei collaboratori e chi è nel regime non è soggetto alle ritenute.

Il regime fiscale agevolato è comodo anche sotto l’aspetto della gestione degli adempimenti burocratici. Infatti, ai fini dell’IVA, siamo tenuti a conservare le bollette doganali, numerare le fatture ricevute, documentare i corrispettivi, indicare l’aliquota e l’imposta nelle fatture per le operazioni in cui si è debitori di imposta. Invece, siamo sollevati dall’obbligo di fare la comunicazione annuale Iva e presentare la dichiarazione relativa.

Infine, non si è sottoposti alla tenuta delle scritture contabili né all’obbligo di registrazione; non va detratta l’IVA sugli acquisti, non c’è la partecipazione allo spesometro per la comunicazione al fisco delle operazioni rilevanti ai fini IVA e, per finire, non si deve dare comunicazione per le operazioni verso clienti o fornitori attivi nei paesi della black list. 

Come accedere al regime?

La procedura è semplice ma, come accade per ogni iter burocratico, la presenza di cavilli può far venire meno ad uno o più dei requisiti per l’accesso; i cambi normativi continui e la macchina amministrativa spesso non al top dell’efficienza, rappresentano un ostacolo per gli imprenditori che vogliono iscriversi a questo regime fiscale. Quindi, prima di procedere, è bene affidarsi ad un commercialista professionista, il quale potrà verificare il possesso dei suddetti requisiti e provvedere alla gestione dell’iter per l’iscrizione. Lo stesso commercialista, potrà fornire indicazioni sulla redazione delle fatture e la gestione della documentazione. In ultimo, egli dovrà tenervi informati sugli aggiornamenti normativi che potrebbero avere un impatto di qualsiasi tipo sulla gestione fiscale e burocratica dell’attività.

La figura del commercialista: cosa fa?

Questa figura è insieme a quella del notaio, una delle principali figure di riferimento a cui rivolgersi nella misura in cui si intende avviare una nuova attività commerciale e non, in modo fiscalmente e burocraticamente corretto.

Aggiornamento 2022

Questo regime fiscale agevolato, denominato anche "Regime Forfettario", introdotto nel 2015, ha sostituito tutti gli altri regimi in vigore precedentemente in questo ambito e quindi divenendone l'unico presente nel nostro Paese. Nel corso del tempo sono stati effettuati alcuni aggiustamenti e, dal 2020, tali modificazioni hanno riguardato anche taluni requisiti. In particolare, è rimasto il limite per i ricavi ed i compensi annui da non superare per poter usufruire di questo regime agevolato: cioè 65.000 Euro, indipendentemente dall'attivitá svolta.

Il cambiamento, invece, ha riguardato l'introduzione di un limite di 20.000 Euro annui lordi, per le spese sostenute sia per il personale dipendente che per l'eventuale lavoro accessorio. Inoltre, è stato abrogato totalmente il precedente limite relativo alle spese per beni strumentali e cioè per eventuali strumentazioni e attrezzature sostenute durante l'anno. Di conseguenza, coloro che vogliono oggi aderire a tale regime fiscale agevolato e quindi al regime forfettario, devono necessariamente rispettare tali requisiti oggettivi.

Altra importante novitá, per quanto concerne il 2022, riguarda l'obbligo di fatturazione elettronica per coloro che aderiscono al regime fiscale agevolato o regime forfettario. In particolare, tale obbligo scatterá dal 1º Luglio 2022, tuttavia è stato previsto un periodo transitorio. Infatti, eventuali sanzioni, nel caso si riscontrassero dei mancati adeguamenti da parte dei soggetti interessati, non si attiveranno immediatamente. Tale periodo transitorio sará valido per tutto il terzo trimestre relativo al periodo d'imposta 2022.

Restano esclusi, invece, da tale obbligo gli aderenti al regime forfettario con un reddito inferiore ai 25.000 Euro lordi annui, tuttavia fino all'anno 2024. Comunque, come si puó notare, restano invariati, almeno per il momento, tutti gli altri requisiti soggettivi relativi a coloro che possono richiedere tale regime fiscale agevolato. La fatturazione elettronica permetterá d'altronde di verificare e tracciare diversi pagamenti effettuati, favorendo una maggiore trasparenza delle operazioni da parte di coloro che aderiscono al regime fiscale agevolato.    

L'articolo è stato scritto dalla Redazione di ElaMedia Group

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