C’è stato un tempo in cui i giovani avevano l’abitudine di accantonare denaro e risparmi per affrontare eventuali momenti difficili e prendere decisioni importanti più avanti in futuro. Negli ultimi decenni, però il rapporto dei ragazzi con la finanza personale è cambiato e adesso sono in molti a movimentare il capitale fin da subito.

Difatti, anche a causa della diffusione di internet e dei vari dispositivi elettronici con cui accedere alla rete, si sono moltiplicate le opportunitá e le occasioni non solo di accantonare e gestire il proprio risparmio, ma addirittura di cercare di farlo fruttare, magari facendo anche investimenti di vario genere. Per un giovane, una certa somma di denaro a disposizione potrebbe essere utile in tanti modi: ad esempio, per pagarsi gli studi oppure per poter rendere concreta e attuabile una propria idea imprenditoriale e quindi avviare una cosiddetta Startup. 

Le formule di investimento a disposizione sono sempre nuove e diverse, come il social lending che risulta particolarmente apprezzato proprio tra i ragazzi e sfrutta la tecnologia digitale. Viene indicato anche come P2P lending (dove P2P è acronimo di ‘peer-to-peer’, letteralmente ‘da un punto all’altro’) e si tratta di una particolare tipologia di prestito che viene erogato in via diretta - con l’ausilio di piattaforme ad hoc - tra privati. E’ riconducibile alla tipologia dei prestiti personali non finalizzati, per cui potrebbe servire per perfezionare l’arredamento della casa così come per l’acquisto di una moto ma non solo.

Il social lending ha visto i suoi primi passi agli inizi del 2000 nel Regno Unito e poi, grazie al successo riscontrato da questa formula, si è diffuso nel resto dell'Europa, negli Stati Uniti e infine in Cina. Negli ultimi anni, anche l'Italia ha visto la nascita di alcune piattaforme di social lending, sia per privati che addirittura per singole aziende. D'altronde, questo genere di investimenti e di prestiti ha evidenziato una maggiore diffusione dopo la crisi finanziaria del 2008, a cui seguí una riduzione dell'erogazione di prestiti da parte dei tradizionali istituti finanziari.  

Rischi e vantaggi: ecco la mappa da consultare 

L’assenza di intermediari, con i vantaggi economici che comporta, può essere indicata tra gli elementi che rendono questa formula più interessante per i giovani. Inoltre, dal momento che le nuove generazioni sono più avvezze alla tecnologia, il social lending - il quale consente una gestione direttamente da pc, smartphone e tablet - sembra molto più congeniale e meno rigido rispetto alle modalità tipiche del sistema bancario. Il social lending è facile da capire, inoltre rispetto al passato c’è stato un cambio di prospettiva da un punto di vista ‘temporale’: prima i risparmiatori sceglievano forme di investimento a lungo termine, mentre con il P2P un buon investimento può richiedere anche solo qualche giorno per essere perfezionato. 

Il tutto nel rispetto delle norme dedicate, con la certezza di ottenere la necessaria assistenza nelle diverse fasi dell’operazione. Attenzione, però, perché nel caso in cui vi sia un default da parte del soggetto richiedente a quel punto il prestatore di denaro non sarebbe tutelato da garanzie. 

Di conseguenza, gli aspetti positivi del social lending sono diversi. Esso, infatti, consente di avere una somma di denaro in breve tempo e senza dover attendere la spesso lenta procedura da seguire quando vi sono degli intermediari finanziari veri e propri (banche o istituti di credito). Altro elemento positivo è proprio l'assenza di questi ultimi o la loro diversa forma, che fa ridurre sovente il tasso d'interesse richiesto a seguito dell'erogazione del prestito. Pertanto sono questi fattori che hanno reso il social lending una formula veloce, semplice e di successo. 

Tutto questo non significa comunque che non vi siano rischi, come abbiamo detto, e non vi siano controlli e regole rigide a cui devono sottostare sia i richiedenti di finanziamenti che i prestatori di denaro. Infatti, i primi, ad esempio, come vedremo anche in seguito, vengono classificati in base alla loro affidabilitá e quindi secondo una sorta di rating (modalitá simile a quello che accade per i prestiti tradizionali). A controllare e gestire tutto questo sono delle societá specializzate, in pratica delle piattaforme online che fungono in questo caso da intermediari di social lending appunto. 

Ecco come funziona il social lending, step by step

Social lending cosè e perché i giovani lo scelgono per i loro investimenti

Per comprendere il funzionamento di questa particolare formula P2P, sarà utile suddividere in pochi e semplici step l’intero processo che la compone. Si inizia con il richiedente che fa domanda per ottenere un certo tipo di finanziamento: la piattaforma risponde mettendo in atto un’attenta analisi sulla sua affidabilità e solidità finanziaria (a ciascun debitore corrisponde uno specifico rating e un determinato tasso di interesse). Per quanto riguarda invece il prestatore, quest’ultimo procede ad effettuare la sua registrazione all’interno della piattaforma per il P2P per poi trasferire il capitale e selezionare quei prestiti che si intendono finanziare. Quando il richiedente avrà raggiunto l’intero della somma, riceverà il denaro con bonifico sul conto, per poi rimborsare (in genere con una rata ogni mese) il finanziamento tramite addebito diretto e tenendo conto dei tassi di interesse. 

 

L'articolo è stato scritto dalla Redazione di ElaMedia Group

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