Può essere davvero utile richiedere la cosiddetta visura camerale, una sorta di documento, contenente appunto diverse informazioni su una o più società iscritte al registro delle imprese e che riguardano diversi aspetti delle stesse.

Questo genere di documentazione è possibile ottenerla attraverso varie modalità: recandosi personalmente presso una Camera di Commercio (le cosiddette CCIAA) della provincia di riferimento oppure connettendosi al sito internet "Registroimprese.it" o, ancora, rivolgendosi a degli operatori (chiamati Distributori) che, potendo accedere direttamente alla banca dati delle CCIAA, forniscono questo genere di documenti. Comunque, andiamo a scoprire cosa sia una visura, quale tipo di informazioni contenga nello specifico e a cosa può servire.

Un'attestazione camerale ordinaria ricca di dati (compreso del codice fiscale)

Una visura è un documento elaborato da una Camera di Commercio provinciale e che contiene informazioni di natura economica, finanziaria, giuridica ed amministrativa inerenti delle società italiane, sia individuali che collettive, iscritte, come detto, al registro delle imprese. Ed è possibile richiederla soltanto per quelle categorie appartenenti all'agricoltura, all'industria e all'artigianato, mentre è esclusa per i professionisti iscritti ad albi o per le singole associazioni.

Tra le informazioni registrate su tale atto, vi troviamo ad esempio l'indirizzo della sede legale, la data nella quale si è costituita la società, il suo codice fiscale, la partita Iva ed indirizzo di posta elettronica certificata, i dati anagrafici dei soci che la costituiscono, il numero di dipendenti occupati l'anno precedente, lo stato dell'attività e la sua natura giuridica, eventuali partecipazioni a società ed infine delle notizie sul capitale sociale aziendale.

Una visura storica, invece, presenta informazioni che partono dalle origini della società, ne evidenzia poi la storia cronologica appunto, oltre che la sua struttura e le caratteristiche in maniera completa ed accurata. C'è da precisare, tuttavia, che una visura camerale non è un certificato e neanche ne possiede il valore. Quest'ultimo può essere richiesto a parte e deve essere fornito da soggetti preposti della stessa CCIAA e che siano anche pubblici ufficiali.

L’imprenditore agricolo: iscrizione nel registro delle Imprese

Capire quali soggetti possono essere inseriti nella categoria degli imprenditori agricoli e conoscere le condizioni che determinano l’obbligo d’iscrizione al registro delle imprese non è del tutto intuitivo. Gli agricoltori non obbligati ad iscriversi nel registro delle imprese, grazie alla sanzione dell’art.2, comma 3 della legge 77/1997, sono coloro che nell’anno solare precedente hanno realizzato, o prevedono di realizzare, un monte affare non oltre i 7.000,00 euro. Ai sensi dell’articolo 34, D.P.R, si considerano imprenditori agricoli tutti coloro che mettono in pratica attività indicare nell’articolo 2135 del codice civile e quelli che praticano attività di pesca in acque dolci, di miticoltura, di ostricoltura e di coltura di molluschi o crostacei e allevamento di rane. Per di più, sempre nell’insieme degli agricoltori abbiamo tutti gli organismi agricoli di intervento che praticano cessioni di prodotti approvati dall’unione europea. Infine abbiamo le cooperative, le associazioni e tutte le unioni costituite e riconosciute ai sensi della legislazione vigente.

Il Ministero dello Sviluppo Economico ha avviato una risoluzione nel 2014 per la vendita di prodotti agricoli su aree pubbliche, con posteggio o in modo itinerante, da parte di imprenditori agricoli provenienti dal proprio fondo. Questi imprenditori non sono esenti e devono essere iscritti al registro delle imprese e alla camera di commercio. Per richiedere l'iscrizione nella sezione speciale come imprenditore agricolo o come professionista, è necessario compilare il riquadro AB/dichiarazione di imprenditore agricolo e spuntare il campo relativo.

A cosa serve la visura camerale e come richiederla

Un documento di questo genere può essere domandato per molteplici motivi e da varie tipologie di soggetti o professionisti. Esso può essere utile alle singole persone per conoscere in maniera approfondita la situazione economico-finanziaria e la solidità quindi di un'impresa. Ad esempio, nel caso si volessero acquistare delle azioni della stessa o effettuare degli investimenti.

Per quanto riguarda invece le notizie su eventuali fusioni o scissioni con altre società, la conoscenza di queste permettono di avere un quadro indicativo sulle strategie di mercato adottate dall'impresa stessa. Dati fondamentali sia per altre realtà societarie, interessate a potenziali collaborazioni o sinergie di settore, sia per eventuali investitori, che vogliono conoscere l'indirizzo economico dell'impresa di cui si richiedono i dati, prima di effettuare appunto investimenti e quindi incorrere in possibili rischi finanziari.

Conoscere invece i vari soci di un'azienda e le cariche amministrative ricoperte possono essere utili per definirne la struttura organizzativa e, di conseguenza, anche decisionale all'interno di essa. E questo genere di notizie sono utilizzate, ad esempio, tra gli altri, anche dai giornalisti per effettuare inchieste su faccendieri, finanzieri o comunque su vari soggetti aventi un potere più o meno ampio nell'ambito economico italiano.

Visura camerale cos'è

Tali informazioni vengono aggiornate periodicamente dalle singole Camere di Commercio provinciali e su ciascuna visura sono indicate sia la data in cui sono state estratte le notizie in essa contenute e sia quella di aggiornamento degli stessi archivi camerali. Per richiederla, basta recarsi appunto in una CCIAA e conoscere denominazione e codice fiscale di un'impresa (nel caso essa sia individuale) oppure la sua partita Iva, nell'ipotesi si tratti invece di società di capitali. Altrimenti, è possibile farne richiesta anche a siti od operatori specializzati, come accennato.

Utilità e funzionamento di partita IVA e visura camerale

La visura camerale è un documento che fornisce informazioni dettagliate su qualsiasi impresa italiana registrata presso le camere di commercio italiane. Esistono due tipi di visure: la visura ordinaria e la visura storica. La visura storica, invece, fornisce informazioni più complete e aggiornate, compresi elementi quali la struttura, le caratteristiche e la storia dell'impresa.

In Italia, le visure possono essere ottenute recandosi in una Camera di Commercio, collegandosi al sito web www.registroimprese.it o rivolgendosi ai distributori, operatori professionali che hanno accesso alle banche dati camerali sulla base di un contratto sottoscritto con InfoCamere. Tali operatori si occupano anche di valutazione di rischio e affidabilità finanziaria delle imprese. È importante notare che la visura camerale non ha valore di certificato, il quale va richiesto appositamente e deve essere rilasciato da un pubblico ufficiale delle Camere di commercio.
All'estero ogni paese ha il proprio sistema di registrazione dati delle imprese, quindi non esiste un equivalente esatto della visura camerale italiana, anche se molti paesi europei hanno sistemi simili.

La partita IVA

La partita IVA è una sequenza di 11 caratteri alfanumerici che identifica univocamente un soggetto al fine di calcolare l’imposizione fiscale indiretta. È un istituto comune all’Unione Europea e la patria dei soggetti è contrassegnata dalla sigla dello stato di appartenenza (IT per Italia, DE per Germania, ES per Spagna, …) e da un’altra sequenza variabile di caratteri.

Il numero di partita IVA è un codice univoco assegnato dall'Agenzia delle Entrate a tutti i soggetti che intraprendono un'attività economica rilevante ai fini IVA, come lavoro autonomo, professione, impresa e arte. Può essere richiesto al momento dell'apertura della posizione IVA, che può essere effettuata telematicamente da un intermediario abilitato o dalla Camera di commercio. Esistono due modelli di richiesta, uno per le ditte individuali (modello AA9/11) e uno per le società (modello AA7/10).

Il numero di partita IVA è composto da 11 cifre e ha validità su tutto il territorio nazionale. Le prime sette cifre rappresentano il numero di matricola assegnato dall'ufficio dell'Agenzia delle Entrate, le cifre dalla ottava alla decima indicano il codice dell'ufficio provinciale del fisco che ha rilasciato la matricola, mentre l'undicesima cifra è un codice di controllo che verifica la correttezza delle prime dieci cifre.

Si noti che il numero di matricola è univoco solo nell'ambito dell'ufficio provinciale che l'ha assegnato, quindi può esistere più di un numero di matricola uguale ma appartenente ad uffici provinciali diversi, determinando così numeri di partita IVA diversi.

Come ottenere la partita IVA: tutto quello che c’è da sapere

Aprire una partita IVA da zero richiede di recarsi personalmente all'ufficio dell'Agenzia delle Entrate di riferimento con una copia del documento di identità e del modello AA9/12 compilato. Il modello AA9/12 richiede di indicare i dati personali, i dati fiscali e la tipologia di partita IVA da attivare. È utilizzabile da quei contribuenti che non sono tenuti a iscriversi nel Registro delle Imprese o nel Registro delle notizie economiche amministrative (REA) e deve essere presentato entro 30 giorni dall'inizio dell'attività. Aprire una partita IVA personale comporta l'entrata graduale nella privatizzazione di sé stessi e la necessità di seguire le procedure fiscali per rimanere in regola con le leggi.

Il modello per aprire partita IVA può essere consegnato attraverso le seguenti modalità:

  • Servendosi di una doppia copia proveniente dell’ufficio dell’Agenzia delle Entrate
  • In forma di copia singola tramite posta raccomandata, non dimenticando di allegare una copia del documento di riconoscimento inviandolo a qualsiasi ufficio dell’Agenzia delle Entrate
  • Telematicamente, quindi direttamente dal contribuente.

Per procedere all’apertura della Partita Iva di una ditta Individuale invece è necessario effettuare una comunicazione online chiamata “ComUnica“. Per effettuare tale comunicazione è necessario munirsi di Un firma digitale, la quale si può richiedetr recandosi personalmente presso la propria Camera di commercio e presentando i seguenti allegati: Codice Fiscale; Documento di riconoscimento; Indirizzo e-mail, per eventuali comunicazioni successive al rilascio. La Camera di Commercio inoltre si occuperò di rilasciare la Carta Nazione dei Servizi, la quale sarà pronta all’uso fin da subito e adatta anche per firmare digitalmente i documenti. Sarà possibile acquistare la CNS con e senza supporto hardware, quindi attraverso una smart card, per cui il costo per il primo rilascio è totalmente gratuito, o attraverso token USB. Una seconda modalità per comunicare la procedura che state avviando, è attraverso credenziali telemaco, pensato per l’invio Pratiche e per la diretta richiesta dei certificati, di grande importanza ed essenziali per poter spedire la Comunica al registro delle imprese. Le credenziali possono infatti essere richieste presso gli Ordini professionali, oppure mediante una registrazione sul sito del registro imprese con la propria carta di credito.

Autore: Enrico Mainero
Immagine di Enrico Mainero

Dal 2011 Direttore Responsabile e Amministratore unico di ElaMedia Group SRLS. Mi dedico prevalentemente all'analisi dei siti web e alla loro ottimizzazione SEO, con particolare attenzione allo studio della semantica e al loro posizionamento organico sui motori di ricerca. Sono il principale curatore dei contenuti di questo Blog (assieme alla Redazione di ElaMedia).

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