Oggi parliamo di Partita IVA agevolata. Chiunque abbia intenzione di aprire una nuova attività, oppure ha bisogno di aprire la partita Iva per svolgere un lavoro da libero professionista, può usufruire del regime agevolato previsto dalle norme fiscali.

Vantaggi del regime agevolato

Chi vuole aprire una partita Iva a regime agevolato, può usufruire di una serie di vantaggi e sgravi sul regime fiscale. Infatti, sono previsti risparmi notevoli riguardo la tassazione e una ulteriore semplificazione di tutte le procedure e di tutti gli oneri fiscali. Per i primi tre anni, chi apre una partita Iva a regime agevolato (regime previsto appunto esclusivamente per questo periodo di tempo) non paga l'IRPEF e le varie imposte addizionali. Queste imposte sono sostituite da una imposta sostitutiva che corrisponde al 10% del reddito conseguito.

Requisiti per la partita IVA agevolata

Per aprire una partita Iva a regime agevolato, il richiedente deve necessariamente essere una persona fisica determinata ad intraprendere una attività imprenditoriale. Il discorso vale anche per chi vuole aprire una impresa familiare. Inoltre, i compensi dei professionisti (o i ricavi nel caso di una impresa) non devono arrivare oltre la soglia di € 30.987,41 per i lavoratori autonomi, e di € 30.987,41 per le imprese che hanno per oggetto la prestazione di servizi ovvero 61.974,83 euro per le imprese aventi per oggetto altre attività. L'attività che si vuole aprire deve essere completamente nuova. Il contribuente, cioè, non deve avere esercitato alcuna professione nei precedenti 3 anni.

Modalità di accesso 

Per accedere al regime agevolato, il contribuente comunica all'Agenzia di entrate la propria adesione a tale regime fiscale, presentando un apposito modello, entro 30 giorni dalla data di inizio dell'attività. A questo punto, il soggetto è vincolato per il periodo di un anno al regime fiscale di partita Iva: tale vincolo può essere revocato con la stessa procedura fatta per accedervi, comunicando la decisione all'ufficio locale dell'agenzia delle entrate.

Fondi imprenditoria giovanile: leggi e agevolazioni 

Sono tanti i giovani che scelgono, con maggiore o minore consapevolezza del rischio cui si va incontro, di buttarsi nel campo dell’imprenditoria. Proprio per aiutare questa classe giovanile di “impresari” lo Stato italiano e l’Unione Europea hanno degli ingenti fondi monetari a disposizione per finanziare attività che, sicuramente, possono giovare all’economia dei singoli paesi e, in generale, della Comunità europea.

Moduli e allegati

L’imprenditoria giovanile spazia tra i settori più diversi e, conseguentemente, vi sono fondi di entità molto diverse l’uno dall’altro. Per i giovani che scelgono di cominciare un’attività in proprio la legge 95/95 prevede una capacità di investimento che può arrivare anche a un massimale di addirittura 2.500.000 euro. Chiaramente le cifre dei fondi cui l’imprenditoria giovanile può attingere variano moltissimo a seconda della scala d’agevolazione del territorio preso in considerazione, oltre che dal tipo di impresa che si vuole avviare: tra finanziamento agevolato e a fondo perduto si può giungere, nelle aree che godono di maggiori agevolazioni, anche al 90% del totale degli investimenti ammissibili. Accedere ai fondi dedicati all’imprenditoria giovanile è possibile compilando uno specifico modulo di richiesta da spedire alla sede di InvilItalia a Roma: è importante ricordare che alla richiesta vanno allegati in doppia copia il progetto dell’impresa, l’atto costitutivo, i certificati di vigenza e di ubicazione della sede e la dichiarazione che l’età media della compagine sociale è perlopiù costituita da soci tra 18 e 29 anni, oppure dalla totalità di dipendenti e dirigenti in età tra i 18 e i 35 anni.

Regime fiscale agevolato: a chi è consentito e a chi è negato l’accesso?

L’accesso al nuovo regime fiscale agevolato viene concesso a coloro che vogliono iniziare un’attività di impresa, di arte o di professione, e che possiedono tre requisiti:

  • Ricavi inferiori percepiti nell’anno precedente, inferiori a determinati limiti;
  • Nel precedente anno devono aver erogato compensi a collaboratori o dipendenti per importi complessivi sotto i 5.000 euro;
  • Spese per strumentazioni e attrezzature sostenute nel precedente anno con importi inferiore a 20.000 euro.

Sono esclusi, invece, dall’accesso al regime coloro che:

  • Usufruiscono già di regimi speciali IVA oppure di altri regimi forfetari al fine della determinazione del reddito;
  • risultano cittadini stranieri non europei e non residenti in uno stato che ha aderisce all’Accordo sullo Spazio economico europeo;
  • Si occupano di mercato immobiliare e terriero oppure di cessioni intracomunitarie concernenti mezzi di trasporto;
  • Fanno parte di SRL, associazioni professionali oppure di società di persone.
  • Hanno maturato, nel precedente anno, un reddito da lavoro dipendente tuttora in svolgimento maggiore i 30.000 euro.

La mancanza di un solo suddetto requisito o la presenza di una delle sopracitate cause di esclusione porta, per il successivo anno, all’uscita dal regime fiscale agevolato.

Ecco i vantaggi principali

Il grande vantaggio di questo regime è principalmente di natura fiscale in quanto il provvedimento è nato proprio per dare un nuovo impulso all’economia e favorire lo spirito imprenditoriale di chi sceglie di avviare un’attività. A tal fine i redditi che derivano dall’attività non si assoggettano all’IVA tradizionale e alle altre imposte, bensì ad una imposta sostitutiva che, per 5 anni, è pari al 5%, successivamente sale al 15%. Inoltre, l’imposta assorbe le tassazioni sui redditi e le addizionali comunali e regionali. Non va effettuata la ritenuta alla fonte dei collaboratori e chi è nel regime non è soggetto alle ritenute.

Il regime fiscale agevolato è comodo anche sotto l’aspetto della gestione degli adempimenti burocratici. Infatti, ai fini dell’IVA, siamo tenuti a conservare le bollette doganali, numerare le fatture ricevute, documentare i corrispettivi, indicare l’aliquota e l’imposta nelle fatture per le operazioni in cui si è debitori di imposta. Invece, siamo sollevati dall’obbligo di fare la comunicazione annuale Iva e presentare la dichiarazione relativa.

Infine, non si è sottoposti alla tenuta delle scritture contabili né all’obbligo di registrazione; non va detratta l’IVA sugli acquisti, non c’è la partecipazione allo spesometro per la comunicazione al fisco delle operazioni rilevanti ai fini IVA e, per finire, non si deve dare comunicazione per le operazioni verso clienti o fornitori attivi nei paesi della black list. 

Come accedere al regime?

La procedura è semplice ma, come accade per ogni iter burocratico, la presenza di cavilli può far venire meno ad uno o più dei requisiti per l’accesso; i cambi normativi continui e la macchina amministrativa spesso non al top dell’efficienza, rappresentano un ostacolo per gli imprenditori che vogliono iscriversi a questo regime fiscale. Quindi, prima di procedere, è bene affidarsi ad un commercialista professionista, il quale potrà verificare il possesso dei suddetti requisiti e provvedere alla gestione dell’iter per l’iscrizione. Lo stesso commercialista, potrà fornire indicazioni sulla redazione delle fatture e la gestione della documentazione. In ultimo, egli dovrà tenervi informati sugli aggiornamenti normativi che potrebbero avere un impatto di qualsiasi tipo sulla gestione fiscale e burocratica dell’attività.

La figura del commercialista: cosa fa?

Questa figura è insieme a quella del notaio, una delle principali figure di riferimento a cui rivolgersi nella misura in cui si intende avviare una nuova attività commerciale e non, in modo fiscalmente e burocraticamente corretto.

Aggiornamento 2022

Questo regime fiscale agevolato, denominato anche "Regime Forfettario", introdotto nel 2015, ha sostituito tutti gli altri regimi in vigore precedentemente in questo ambito e quindi divenendone l'unico presente nel nostro Paese. Nel corso del tempo sono stati effettuati alcuni aggiustamenti e, dal 2020, tali modificazioni hanno riguardato anche taluni requisiti. In particolare, è rimasto il limite per i ricavi ed i compensi annui da non superare per poter usufruire di questo regime agevolato: cioè 65.000 Euro, indipendentemente dall'attivitá svolta.

Il cambiamento, invece, ha riguardato l'introduzione di un limite di 20.000 Euro annui lordi, per le spese sostenute sia per il personale dipendente che per l'eventuale lavoro accessorio. Inoltre, è stato abrogato totalmente il precedente limite relativo alle spese per beni strumentali e cioè per eventuali strumentazioni e attrezzature sostenute durante l'anno. Di conseguenza, coloro che vogliono oggi aderire a tale regime fiscale agevolato e quindi al regime forfettario, devono necessariamente rispettare tali requisiti oggettivi.

Altra importante novitá, per quanto concerne il 2022, riguarda l'obbligo di fatturazione elettronica per coloro che aderiscono al regime fiscale agevolato o regime forfettario. In particolare, tale obbligo scatterá dal 1º Luglio 2022, tuttavia è stato previsto un periodo transitorio. Infatti, eventuali sanzioni, nel caso si riscontrassero dei mancati adeguamenti da parte dei soggetti interessati, non si attiveranno immediatamente. Tale periodo transitorio sará valido per tutto il terzo trimestre relativo al periodo d'imposta 2022.

Restano esclusi, invece, da tale obbligo gli aderenti al regime forfettario con un reddito inferiore ai 25.000 Euro lordi annui, tuttavia fino all'anno 2024. Comunque, come si puó notare, restano invariati, almeno per il momento, tutti gli altri requisiti soggettivi relativi a coloro che possono richiedere tale regime fiscale agevolato. La fatturazione elettronica permetterá d'altronde di verificare e tracciare diversi pagamenti effettuati, favorendo una maggiore trasparenza delle operazioni da parte di coloro che aderiscono al regime fiscale agevolato.    

Dove informarsi per la Partita IVA agevolata

Le informazioni riguardanti le formule di intervento volte a elargire fondi circolano, senza dubbio, in giro per la rete a bizzeffe. Diversi siti propongono addirittura spunti concreti per lo sviluppo complessivo di nuove iniziative imprenditoriali.

Sul portale di unione Consulenti è possibile reperire informazioni sia sulle leggi di agevolazione specifiche sia sui necessari e particolarissimi servizi di consulenza. Sul sito del movimento giovanile Coldiretti, impegnato a promuovere la crescita professionale dei giovani in campo agricolo, vi sono numerosi spunti e informazioni utili proprio per aiutare quella fascia di imprenditoria alla ricerca di fondi in questo difficile settore, talvolta sottovalutato. Anche attraverso il portale Info-finanziamenti.it, sulla pagina denominata Finanziamenti Giovani, è possibile prendere visione di una valida panoramica generale sui siti rilevanti per il mondo dei giovani.

Per capire e conoscere approfonditamente, invece, le leggi che regolano l’elargizione di fondi per l’imprenditoria giovanile si può consultare Tessera, una banca dati sulle leggi regionali e nazionali in prospettiva europea, oppure Artigianet, sul quale si trova un riepilogo dettagliato delle agevolazioni nazionali, specialmente nel settore dell'artigianato.

Regime dei Minimi: vi illustriamo le novità

Gli interessati ad aprire un'attività soprattutto nell'ambito dell'imprenditoria giovanile spesso vanno alla ricerca, non solo di finanziamenti e prestiti, ma anche di incentivi statali e di regimi particolari per poter avviare e continuare a portare avanti l'attività imprenditoriale stessa senza avere problemi di natura economica e di gestione.

Un regime di natura fiscale molto interessante è il Regime dei Minimi in vigore in Italia dal 2008; recentemente sono state introdotte dal Governo Monti le novità sul Regime dei Minimi.

Il regime dei minimi e le novità previste per la Partita IVA agevolata

Il nuovo Regime dei Minimi viene applicato dall'uno gennaio 2012 e possono farlo tutti coloro che, dopo il 31 dicembre 2007, ha avviato un'attività. È valido dunque per le imprese e aziende di nuova realizzazione. E' valido solo ed esclusivamente fino al compimento dei trentacinque anni d'età; mentre i ricavi degli anni precedenti provenienti dall'attività stessa dell'impresa devono essere inferiori ai 30.000 euro.

Previde un'imposta sostitutiva sui redditi del 5 % che va a soppiantare l'IRPEF e le addizionali comunali e regionali. Col Regime dei Minimi 2012 non si dovrà inoltre pagare: l'iva, la ritenuta d'acconto, l'IRAP. Non saranno inoltre necessari: la contabilità, la conservazione dei documenti, l'essere in possesso di studi di settore.

Per accedere al Regime dei Minimi non bisogna aver esercitato l'attività d'imprenditore nei tre anni precedenti all'apertura di una nuova impresa per la quale si richiede tale regime; questa nuova attività non deve inoltre essere la continuazione di un altro lavoro a carattere autonomo o dipendente. Col Regime dei minimi 2012 è infine possibile emettere fatture senza Iva scrivendo su di essa la dicitura che fa riferimento al regime agevolativo in base al Decreto Legislativo 98/2011 Art. 27, commi 1 e 2.

Le agevolazioni di questo regime

Vediamo comunque nel dettaglio tutte le agevolazioni previste, così come sono riportate nelle indicazioni dell’Agenzia delle Entrate.

Innanzitutto, tutti i proventi ottenuti durante l’anno non sono soggetti a ritenuta d’acconto da parte del sostituto di imposta: basta rilasciare ad esempio in fattura una dichiarazione specifica indicante che tale reddito non è assoggettato all’imposta sostitutiva; inoltre, non vi è obbligo di mandare comunicazione sulle operazioni ai fini di IVA, nè di comunicare all’Agenzia delle Entrate le informazioni sulle operazioni avvenute con operatori economici domiciliati in paesi a fiscalità privilegiata.

Nel caso di venditori di tabacchi e giornali, si è esonarati dall’obbligo di dover certificare i corrispettivi ottenuti.

Altri esoneri importanti riguardano:

  • obbligo di registrazione e tenuta di libri e scritture contabili
  • adempimenti IVA come la liquidazione, acconti annuali o versamenti periodici
  • tenuta di registro e beni ammortizzabili
  • applicazione degli studi di settore
  • presentazione della dichiarazione IRAP
  • versamento relativo all’importa IRAP

Vincoli ancora vigenti per la Partita IVA agevolata

Chi rientra nel regime dei minimi, ha comunque l’obbligo dei seguenti adempimenti:

  • conservare tutte le fatture di acquisto e le bollette doganali, con rispettiva numerazione
  • certificare i corrispettivi
  • conservare tutti i documenti emessi e ricevuti
  • presentare il riepilogo di tutti gli acquisti intracomunitari
  • Accedere al regime dei minimi

Per poter entrare a far parte dei “privilegiati” che hanno accesso a questo particolare regime fiscale, i contribuenti che avviano una attività di impresa, arte o professione a partire dal 1 gennaio 2012 in possesso dei requisiti richiesti, devono sfruttare il modello mod. AA9/11 per dichiarare l’inizio attività, segnando la casella del quadro B. Termina qui il nostro articolo sulla Partita IVA agevolata. Speriamo vivamente che ti sia risultato utile.

Autore: Enrico Mainero
Immagine di Enrico Mainero

Dal 2011 Direttore Responsabile e Amministratore unico di ElaMedia Group SRLS. Mi dedico prevalentemente all'analisi dei siti web e alla loro ottimizzazione SEO, con particolare attenzione allo studio della semantica e al loro posizionamento organico sui motori di ricerca. Sono il principale curatore dei contenuti di questo Blog (assieme alla Redazione di ElaMedia).

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